In principio fu il Civis, idea dell’allora sindaco Guazzaloca. In seguito vennero i noti contrattempi che hanno funestato la realizzazione del progetto. Fu quindi tirata a lucido e portata in auge l’idea della metrotranvia. È invece di questi giorni la svolta che dovrebbe proiettare il capoluogo emiliano in un futuro chiamato… ‘filobus’. Perché al di là delle resistenze nei confronti delle linee aeree, pare questa l’impronta che prenderà il tpl felsineo. Con 362 milioni di euro, dei quali 225 già disponibili per la metrotranvia e stornati all’uopo, la  fisionomia della rete di trasporti a Bologna sarà imperniata su una robusta rete filoviaria (si fa la voce del Crealis, tanto per restare in casa Irisbus) e sul potenziamento del Sistema ferroviario metropolitano (Sfm), con l’istituzione di quattro nuove fermate e l’adeguamento di altre due. E, dulcis in fundo, l’acquisto di materiale rotabile adeguato.
La colpa dell’affondamento della metrotranvia? In Comune scaricano il barile sul capestro del Patto di stabilità, che impedirebbe di investire i 108 milioni necessari per la linea 1. E la linea 2, ancora da finanziare, sarebbe stata principalmente a carico dello Stato…

In primo piano

Articoli correlati

INCHIESTA / Come il tpl si relaziona con l’utenza

Infomobilità, customer care e servizi a chiamata segnano l’innovazione nel tpl italiano. Una panoramica tra Arriva Italia, Autoguidovie, Atm, Busitalia, Ratp e Star Mobility La trasformazione del trasporto pubblico locale non riguarda soltanto la transizione energetica o l’automazione dei sistemi di...
Tpl

INCHIESTA / Il futuro del tpl, secondo McKinsey

Il tpl italiano ed europeo cambia volto. Cresce la domanda, avanza la transizione elettrica e si affacciano anche le soluzioni autonome. Ma tra target ambientali e concorrenza cinese, la vera sfida resta l’equilibrio economico del sistema Il mondo europeo dell’autobus sta attraversando una fas...
Tpl