Interservice a tutto motore: crescita a doppia cifra, focus su bus, ricambi, rail e nuove sedi nel 2026
Si è appena chiuso l’ennesimo anno positivo e si è aperto un anno che promette bene, ricco di sfide abbracciate a viso aperto. Interservice si è ulteriormente consolidata come realtà punto di riferimento nell’assistenza post-vendita, nei ricambi per veicoli industriali e commerciali, truck e bus, ma anche ferro. “Nel 2025 abbiamo confermato il trend di crescita su tutti […]
Si è appena chiuso l’ennesimo anno positivo e si è aperto un anno che promette bene, ricco di sfide abbracciate a viso aperto. Interservice si è ulteriormente consolidata come realtà punto di riferimento nell’assistenza post-vendita, nei ricambi per veicoli industriali e commerciali, truck e bus, ma anche ferro. “Nel 2025 abbiamo confermato il trend di crescita su tutti i livelli: fatturato, sedi e numero di collaboratori. Di fatto negli ultimi cinque anni Interservice ha quadruplicato i propri volumi. E per il 2026 ci aspettiamo una crescita del 25% in termini di fatturato” ci racconta Fabio Marino, Amministratore Delegato, protagonista di una chiacchierata insieme al Direttore Generale Marco Campari e al Responsabile Commerciale Bus&Rail Davide Campari.



La fase di accelerazione dell’azienda è evidente. E in questo 2026 avete in programma l’apertura di nuove sedi…
Fabio Marino: «Sì, tre nuovi centri. In primis, abbiamo in rampa di lancio l’apertura di Bologna, che dovrebbe arrivare nei primi mesi dell’anno. Sarà un hub interamente dedicato al mondo dell’autobus e al rail e che sarà fondamentale per seguire al meglio la corposa flotta a idrogeno di Solaris per Tper, collaborazione per noi molto, molto importante. A seguire arriveranno anche le aperture di Parma e Genova. La scelta di mettere radici in queste due città nasce dalla crescente sinergia che si è creata con MAN Truck & Bus: si tratta di aree in cui, fino a oggi, la copertura del marchio del Leone era limitata, e questa espansione permette di offrire un servizio più completo».
Il piano di sviluppo prevede anche Genova e Parma. Perché proprio queste due città?
Fabio Marino: «Genova rappresenta uno snodo strategico nella rete nazionale di camion e bus, in forte sinergia come detto con MAN. Parma, idem, ma avrà anche una natura ferroviaria. Il centro di Parma, infatti, sarà direttamente collegato alla rete ferroviaria; insomma, sarà un polo multifunzionale con logistica, manutenzione e ricambi per truck, autobus e treni, con tanto di centro di revisioni ferrotranviarie e training center del partner Hübner».
Dopo essere diventati service partner di Caetano e Rampini, ci sono novità su altri brand del mondo bus?
Fabio Marino: «Sì, ci sono confronti aperti anche con altri players che stanno assumendo un ruolo sempre più centrale in Europa».
Marco Campari: «Aggiungo che oggi la richiesta dei nostri servizi è molto elevata, sia da parte dei clienti che ci scelgono, sia da parte di un numero crescente di partner che desiderano collaborare con Interservice. Allo stesso tempo, sempre più professionisti vogliono entrare a far parte della nostra squadra: è una grande soddisfazione e uno stimolo continuo a migliorare, per garantire standard di servizio sempre più alti».
Che ruolo sta giocando la divisione ricambi nei risultati di Interservice?
Davide Campari: «La crescita è stata significativa e ha permesso di centrare gli obiettivi che ci eravamo prefissati, a partire dall’ampliamento del team. L’ingresso di nuovi collaboratori ha portato con sé un salto importante in termini di competenze, ulteriormente rafforzato dall’inserimento di figure specializzate nello sviluppo dei ricambi di carrozzeria. E con l’arrivo di Parma potremo sviluppare stock di magazzino e disponibilità in modo sempre più importante. La nostra direzione è chiara: uscire dalla logica della pura fornitura per costruire valore. Insomma, ricambi, magazzino, logistica è secondo noi il trittico vincente con il quale fare la differenza. È quello che stiamo già facendo e i risultati sono importanti».
Per chiudere, una curiosità. Si parla sempre più di intelligenza artificiale: lato manutenzione, state già studiando possibili applicazioni dell’AI?
Marco Campari: «Ci stiamo affacciando a questo mondo, perché l’intelligenza artificiale sembra essere proprio il potenziale spartiacque, l’elemento che può far fare un salto di qualità nel panorama della manutenzione di oggi e di domani, specialmente sul fronte di quella predittiva. Siamo in fase di studio, pronti a raccogliere anche questa sfida».

