Il disegno di Isaac dimenticato sul bus
È sera, il bus è vuoto e sono fermo al capolinea. Sono scesi tutti. Come faccio quasi sempre, percorro il corridoio per dare un’occhiata ai sedili. A volte resta qualche cartaccia o una bottiglietta abbandonata. Questa volta però non è una cartaccia, ma un disegno. È il disegno di Isaac, un bambino che durante il […]
È sera, il bus è vuoto e sono fermo al capolinea. Sono scesi tutti. Come faccio quasi sempre, percorro il corridoio per dare un’occhiata ai sedili. A volte resta qualche cartaccia o una bottiglietta abbandonata. Questa volta però non è una cartaccia, ma un disegno. È il disegno di Isaac, un bambino che durante il viaggio deve aver perso il foglio che probabilmente aveva disegnato a scuola.
I disegni dei bambini sono curiosi, sembrano semplici, ma dentro hanno sempre qualcosa da raccontare. Linee ingenue, colori vivaci, dettagli messi lì con grande serietà. Questo ritrae un gatto. Un gatto con gli stivali, quasi sicuramente, forse una favola appena raccontata dalla maestra alla classe. Lo raccolgo e non me la sento di buttarlo via, perché il disegno di Isaac racconta molto più di un foglio dimenticato su un autobus.
La storia del Gatto con gli stivali insegna che non sempre chi parte con poco è destinato a restare indietro. Con l’esperienza e un po’ di ingegno si possono spesso cambiare le carte in tavola. Un po’ come nella vita degli autisti. Magari non abbiamo castelli o titoli nobiliari, ma con professionalità, pazienza e mestiere portiamo ogni giorno a destinazione centinaia di persone. E qualche volta, proprio come il gatto della favola, riusciamo anche a cavarcela nelle situazioni più impreviste.
Chissà se un giorno quel bambino capiterà su autobusweb e riconoscerà il suo disegno. Intanto lo custodiremo con cura, finché qualcuno non verrà a riprenderselo.

di Gianluca Celentano
