«Abbiamo fatto una scelta precisa sull’elettrico e penso che, sul tema del trasporto urbano, l’elettrico non abbia alternative in questo momento. Sono molto invece scettico sullo sviluppo e sull’investimento che alcuni produttori stanno continuando a fare su sistemi alternativi, tipo biometano, biogas, metano stesso, non penso che possano avere un futuro nel trasporto urbano». Lo ha detto il presidente di Agens, Arrigo Giana, intervenendo al Mims durante la presentazione del Rapporto “La decarbonizzazione dei trasporti”.

«Noi abbiamo fatto una scelta, parlo come amministratore delegato di Atm, molto netta sull’elettrico; l’abbiamo fatta 5 anni fa e, da quel momento, abbiamo approcciato un piano di cambiamento e di sostituzione di tutta la flotta: 1.200 autobus in elettrico, guardando al 2030 come obiettivo. Due sono i problemi che ci sono in questo tipo di transizione. Il primo è un tema di risorse perché l’acquisto di un autobus elettrico costa più o meno il doppio di un autobus tradizionale diesel. Da questo punto di vista il Pnrr, oltre a dare una direzione precisa finanziando solo bus elettrici, ha messo a disposizione ingenti risorse. L’altro tema è quello del know-how; il consorzio “Full Green” costituito tra Roma, Milano e Napoli punta a mettere a fattor comune tra le aziende le relative competenze tecniche, proprio per rendere più efficace ed efficiente l’esecuzione di questo progetto di transizione delle flotte di bus verso l’elettrico».

Giana ha ricordato quindi: «Scontiamo un andamento del prezzo dell’energia elettrica che è più che doppio rispetto a quello abbiamo pagato sino a ieri, ed essendo per noi tutta energia proveniente da fonti rinnovabili faccio fatica a capire qual è la correlazione tra il gas russo e il sole o il vento o l’acqua. Penso che le attuali modalità di definizione del prezzo dell’energia elettrica stiano consentendo della speculazione in questo senso. È evidente che questo è un tema da cui dobbiamo metterci al riparo, l’ipotesi, sempre nell’ambito di questo Consorzio ma aperta ad altre aziende di Tpl, è quella di fare investimenti forti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e sganciarci dai prezzi di mercato».

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