A Genova il progetto punta ad accantonare i filobus e puntare tutto sui bus elettrici con tecnologia flash charging. Il cambio di tecnologia consentirà di risparmiare 30 milioni, ma non è ancora arrivato il via libera dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.

A Genova il progetto per sostituire i filobus con bus elettrici

Nonostante l’ok non ancora definitivo, il Comune di Genova punta ad accantonare il filobus a favore dei bus elettrici per i quattro assi di forza del trasporto pubblico genovese. Il cambiamento in corsa, secondo le stime, consentirebbe di risparmiare circa 30 milioni all’interno del finanziamento complessivo da 147 milioni già approvato dall’allora Mit.

La vera novità sarebbe rappresentata dalla tecnologia flash charging. La principale differenza rispetto al filobus è che non sarebbe necessaria l’infrastruttura aerea. La ricarica dei bus elettrici avverrebbe infatti in tre modi: in maniera ultraveloce alle fermate attraverso un braccio automatico del bus che si collega per 20 secondi a un pantografo in grado di erogare 600 kW, ai capolinea per 4-5 minuti e in deposito per circa 30 minuti. Tra i vantaggi ci sarebbero l’azzeramento del rischio di folgorazione (il connettore aereo è alimentato solo quando il veicolo è collegato) e le batterie di dimensioni ridotte, collocabili sul tetto dei veicoli. “Il sistema garantirebbe sempre livelli di batteria molto alti, superiori al 50% – spiega Alberto Bitossi, project manager per gli assi di forza – ma anche un beneficio in termini di risparmio che potrebbe essere utilizzato in nuove tecnologie smart o per avere un numero superiore di mezzi. Una volta che avremo attrezzato un’area della città con la corsia protetta e avremo comprato i bus, la prima linea potrebbe entrare già in servizio e potremmo risparmiare molti mesi”.

L’obiettivo ora è concludere le procedure di gara in autunno e partire col primo cantiere – presumibilmente quello della linea centrale da Marassi a Campi – entro la fine del 2021. L’assessore Matteo Campora ha fornito l’aggiornamento durante la commissione consiliare sul tema: “Siamo in fase di progettazione definitiva. In questo momento è ancora in corso l’interlocuzione col ministero. C’è un’analisi costi benefici, i nostri uffici sono in rapporto costante col Mims, speriamo a breve di avere l’ok definitivo”.

Autobus elettrici in sostituzione dei filobus, il ricorso al Tar

La prima domanda di finanziamento – all’inizio bocciata dal Mit e poi ammessa dopo una corposa integrazione – prevedeva i filobus perché i requisiti non contemplavano mezzi alternativi che non fossero metropolitana o tram.

L’associazione MobilitaGenova insieme a Legambiente ha intanto presentato un ricorso al Tar contro l’assegnazione dei fondi da parte del ministero. “Non riteniamo che quel progetto sia valido per gli utenti e la città nel suo complesso – ha spiegato il presidente Vincenzo Cenzuales intervenuto tra gli auditi in commissione – perché porterà a un depotenziamento complessivo del trasporto pubblico. Lo studio trasportistico non regge. Il ministero ha evidenziato come 5 linee su 7 sarebbero già sature. Aumenterà l’indice di interscambio ma soprattutto l’indice di affollamento aumenterà del 15%. Il sistema si basa su rotture di carico non giustificate: in pratica si passerà da un bus pieno a un altro bus pieno. Con questo progetto il trasporto pubblico diventerà residuale e marginale”. Il Comune di Genova ha risposto alle critiche facendo presente che la valutazione positiva sul progetto è arrivata dai tecnici del ministero. Quello che potrebbe essere rivisto, tuttavia, è il piano d’esercizio, che prevede il taglio di numerose linee collinari.

Nel progetto di autobus elettrici a Genova in sostituzione dei filobus resta aperta la possibilità di acquistare veicoli da 24 metri, che però non sono ancora abilitati alla circolazione. Lo studio del Comune, che rimane sostanzialmente lo stesso per quanto riguarda tracciati e programmi d’esercizio, si basa comunque su un parco rotabile di 145 mezzi da 18 metri per uno sviluppo complessivo della rete di 96 chilometri, di cui il 70% in sede riservata. Per proteggerli da sosta selvaggia e invasioni da parte di veicoli non autorizzati si pensa a nuove telecamere o cordoli che separino fisicamente la corsia dal resto della carreggiata. L’altra grossa novità potrebbe riguardare la rimessa prevista in via delle Campanule a Quarto: il Comune sta valutando l’area dell’ex stadio Carlini, mentre vicino allo svincolo autostradale resterebbe il parcheggio di interscambio da 250 posti.

Fonte articolo: Genova24.it
Fonte immagini: ABB

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