di Gianluca Celentano (conducente d’autobus).

La vicenda sull’assegnazione del lotto di trasporto pubblico locale della provincia di Pavia non finisce di alzare polemiche. In questo contesto, le tensioni tra gli esercenti minori e lavoratori sono all’ordine del giorno insieme alle speranze spezzate di chi un lavoro lo aspettava.

autobus autoguidovie

Stav contro Autoguidovie

Le dichiarazioni del presidente regionale di Anav e consigliere delegato di Stav Alberto Cazzani, suonano infatti come una resa di giustizia sacrosanta per molti esercenti, in una realtà dove l’ingordigia dei più grandi sembra calpestare i medi gruppi e forse anche il concetto di una liberalizzazione con regole chiare e non penalizzino eccessivamente il lavoro di altri gestori. Discutendo con dei colleghi del bacino interessato alla cessione del servizio, sono emerse preoccupazioni fondate circa probabili condizioni di mobilità cui sarebbero sottoposti i conducenti in esubero (argomento al centro di una richiesta di risarcimento da parte di Stav ad Autoguidovie, n.d.r.) ma anche di numerose scadenze contrattuali chiaramente non rinnovate. Qualcuno si auspica che il gestore vincente, Autoguidovie, assorba il personale conducente ma gli organici al completo e una situazione pensionistica poco chiara non sembrano andare in questa direzione, almeno per il momento.

Perplessità sulla gara tpl di Pavia

È da sottolineare una sorta di sconvolgimento tra personale e servizi che la solida società Line di Lodi, si è trovata a gestire dopo l’esito giudiziario. In questo quadro poi, rientrano diversi disoccupati over 35, donne e uomini che dopo il superamento delle prove culturali e di guida, avevano superato le visite mediche al centro di medicina del lavoro di Milano per l’idoneità al rigido -e forse anche troppo penalizzante- Decreto Ministeriale 88. A loro più di altri è capitata la doccia fredda vedendo sfumare la possibilità di un lavoro nel tpl. L’ideale sarebbe un transito d’ufficio in Autoguidovie ma rimanere soli e senza risposte in questo paese sembra essere la norma.

Cambiamenti verso dove?

Le tensioni si ripercuotono anche nell’area ovest di Milano e sui piazzali dei depositi riportanti i nomi delle varie aziende interessate a cedere il servizio, si assiste a discorsi drammatici e forse fantasiosi sugli scenari futuri ma l’esclamazione più ricorrente al termine dei vari comizi sembrerebbe essere: «dove porteranno questi cambiamenti?». Forse la Regione Lombardia dovrebbe intervenire e i sindacati operare con determinazione per l’integrazione al lavoro e scongiurare una mobilità?

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