Sessanta milioni di euro in più all’anno, già a partire dal 2026 per garantire l’equilibrio economico-finanziario di AMT Genova. I conti li ha fatti Federico Berruti, presidente di AMT Genova, raggiunto dai colleghi de Il Secolo XIX, quotidiano di riferimento di Genova e della Regione Liguria.

Nell’articolo si legge poi di un deficit di cassa quantificato in 42 milioni di euro, a fronte di un debito accumulato di 158 milioni, di cui 101 verso fornitori e 57 con le banche. Per questa ragione, come già scritto nelle scorse settimane, urge una ricapitalizzazione di circa 100 milioni di euro, tenendo saldo l’obiettivo di Palazzo Tursi e della sindaca Silvia Salis di mantenere AMT Genova come azienda pubblica.

In cantiere un maxi piano di risanamento al quale, racconta Berrutti, sta lavorando la società di consulenza Pwc on gli uffici della Città metropolitana: «L’elaborato sarà pronto oggi (ieri, ndr), ci prendiamo qualche giorno di tempo per rivederlo e contiamo di adottarlo all’inizio della prossima settimana». Il piano verrà presentato a sindacati e associazioni dei consumatori e dovrà avere il via libera dell’assemblea dei soci di Amt, scrive ancora Il Secolo, che scrive ancora «la prima leva di risanamento è quella di aumentare in modo stabile le compensazioni del contratto di servizio di Amt di circa 50 milioni di euro all’anno (dunque da 128 a 178, ndr). L’altra leva del piano di risanamento sarà quella tariffaria, per aumentare le entrate La nuova politica tariffaria, purtroppo per gli utenti, dovrà comportare circa 10 milioni di euro in più di ricavi, Ma cercheremo di farlo con un criterio selettivo, con meccanismi legati all’Isee, cercando di tenere insieme le esigenze materiali correnti e la tendenza strategica che la città si era data con la sperimentazione che includeva forme di gratuità».

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