A un anno dalla nomina ad Amministratore delegato di Busitalia, Serafino Lo Piano, da oltre due decenni all’interno della famiglia Fs, fa il bilancio (positivo) della sfida organizzativa delle Olimpiadi e fissa, o meglio, rifissa l’obiettivo principe della società: integrare, integrare, integrare. Ferro e gomma, infatti, sono la ricetta per rispondere alle esigenze di mobilità degli utenti.  

Un anno fa è stato nominato Ad di Busitalia: qual è il bilancio finora?

Il bilancio è sicuramente positivo. In questo ultimo anno abbiamo lavorato per rafforzare il posizionamento di Busitalia come player sempre più competitivo nel settore della mobilità su gomma, puntando su efficienza operativa, qualità del servizio e innovazione. Con l’ingresso in Trenitalia, da giugno 2025, si è aperta una nuova fase strategica: l’integrazione ci consente, infatti, di potenziare la nostra presenza sul territorio e di sviluppare un’offerta di mobilità sempre più integrata, mettendo a sistema competenze, reti e servizi. Lavoreremo in modo ancor più sinergico al fianco del Gruppo FS, con l’obiettivo di offrire ai cittadini soluzioni di trasporto intermodali, sostenibili e sempre più orientate alle esigenze delle persone e dei territori.

Avete avuto l’onore di essere stati fornitori delle recenti Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali. Un appuntamento che è andato molto bene, anche dal punto di vista logistico e organizzativo. Che sfida è stata?

Il gruppo FS è stato Mobility premium partner di Milano Cortina 2026 e questo ha rappresentato anche per Busitalia una grande responsabilità. Durante un evento di questa portata, il trasporto non è più ‘solo’ un servizio: diventa un fattore abilitante del successo stesso della manifestazione e un potente biglietto da visita per il Paese ospitante.
La vera sfida è stata affrontare un cambio di paradigma: passare da una domanda ordinaria a una domanda ‘event-driven’, caratterizzata da flussi improvvisi, picchi concentrati in poche ore, utenti internazionali poco familiari con il territorio, esigenze di sicurezza elevate e aspettative altissime in termini di puntualità e affidabilità.
Abbiamo costruito ex novo un sistema di trasporto, mettendo in campo una prova di leadership collettiva fondata su coordinamento e rapidità decisionale. È stato essenziale lavorare in stretta sinergia tra operatori di trasporto, autorità locali, organizzatori, forze dell’ordine e strutture di sicurezza, bilanciando pianificazione di lungo periodo e capacità di risposta immediata agli imprevisti. Tutto questo è stato possibile grazie alle competenze e alla passione delle nostre persone insieme a tutti coloro che stanno contribuendo alla riuscita dell’evento. 
Milano-Cortina 2026 ci ha offerto l’opportunità di dimostrare che il trasporto su gomma è una leva strategica di competitività, reputazione e sostenibilità per il territorio. 

Quali sono state le iniziative messe in campo nello specifico per la mobilità olimpica?

Abbiamo attivato un piano da circa 500 bus in servizio ogni giorno in tre regioni diverse, 129 linee attive, oltre 110mila corse complessive nel periodo dei Giochi, 1.200 persone coinvolte quotidianamente e 12 depositi impegnati nell’operatività. Abbiamo allestito collegamenti giornalieri verso Cortina d’Ampezzo da Padova e un nuovo collegamento da Milano a Livigno, che rappresenta l’unico collegamento diretto tra Milano Centrale e le principali località sciistiche dell’Alta Valtellina-Bormio, Valdidentro e Livigno. Quindi  i collegamenti aeroportuali: Orio al Serio Airlink, con 24 corse giornaliere attive anche in fascia notturna, e il servizio Padova–Venezia Marco Polo, operativo tutta la settimana con 54 corse al giorno.

Passiamo al capitolo gare di servizio: sarà questo l’anno dell’accelerata?

Il settore del tpl viene da una lunga fase di proroghe che ha inevitabilmente rallentato lo svolgimento delle procedure di gara. Nei prossimi mesi sono in scadenza contratti rilevanti e come Busitalia riteniamo che le gare siano un’occasione concreta per rilanciare il trasporto pubblico locale verso maggiore efficienza, più investimenti e più sostenibilità. Perché il 2026 possa rappresentare davvero un anno di svolta, servono però tre condizioni: tempi certi nella pianificazione delle gare; un equilibrio economico-finanziario dei contratti, con basi d’asta coerenti con l’incremento strutturale dei costi, dall’energia al personale fino agli investimenti Esg; e una visione industriale capace di premiare competenze gestionali, innovazione, digitalizzazione e piani credibili di rinnovo delle flotte.
Il trasporto su gomma richiede oggi operatori solidi, in grado di sostenere investimenti rilevanti e di garantire standard elevati in un contesto segnato da una profonda trasformazione tecnologica e ambientale. Busitalia è specializzata nella gestione di servizi urbani ed extraurbani e opera in diversi territori italiani, in un’ottica complementare e integrata rispetto alla rete ferroviaria del gruppo FS, con un approccio multimodale che in alcune aree include anche tram, minimetro, funicolari e servizi di mobilità alternativa. L’azienda investe costantemente nel rinnovo della flotta, con mezzi alimentati a gas naturale, ibridi o elettrici, per migliorare efficienza, comfort e sostenibilità ambientale.

Considerando le due principali modalità di gestione del tpl, gross cost e net cost, quali criteri guidano oggi la vostra decisione di partecipare a una gara con un modello o l’altro?

A prescindere dal regime adottato, riteniamo che il livello di corrispettivi posti a base gara debbano essere sufficienti a garantire la sostenibilità economico-finanziaria dei contratti di servizio, in un settore dove le marginalità medie sono molto contenute. Siamo convinti che il vero fattore abilitante sia la qualità della collaborazione tra istituzioni e imprese: una collaborazione fondata su obiettivi condivisi, programmazione di medio-lungo periodo e reciproca assunzione di responsabilità.

Il mercato italiano del tpl è caratterizzato da una frammentazione che non ha eguali in Europa. Le gare e la transizione energetica possono rappresentare un’occasione per delineare nuovi assetti, più concentrati e strutturati, in capo a pochi grandi operatori?

Il tema della frammentazione fa parte della storia economica del nostro Paese, tradizionalmente caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese. Anche il tpl riflette questa struttura: una pluralità di operatori che, se da un lato determina una frammentazione dimensionale, dall’altro garantisce spesso un forte radicamento territoriale e una conoscenza profonda delle comunità servite.
Le gare di servizio e la transizione energetica rappresentano certamente uno snodo cruciale. Gli investimenti richiesti presuppongono solidità industriale e capacità finanziaria. È naturale quindi che questo contesto possa favorire percorsi di aggregazione, partnership e rafforzamento dimensionale, come già avvenuto in altri Paesi europei, ad esempio in Francia.
Più che un tema di assetto, riteniamo che l’obiettivo debba essere quello di costruire un sistema capace di coniugare efficienza, qualità del servizio e presidio dei territori. Processi di consolidamento possono essere una conseguenza naturale di gare ben strutturate e di una visione industriale di lungo periodo e devono accompagnarsi alla tutela della prossimità al cliente e al dialogo con le comunità locali.

Prima Simet, ora City Sightseeing: Busitalia ha portato a termine più operazioni nel segmento turistico, un settore che dopo gli anni difficili del Covid è tornato a essere florido. Qual è la vostra roadmap in questo ambito?

Le operazioni citate rientrano tra le iniziative di integrazione verticale del Piano strategico del gruppo FS 2025-2029, e del relativo aggiornamento, e mirano a rafforzare l’intermodalità e ad ampliare l’offerta di servizi, includendo anche il segmento dei bus turistici urbani e dei terminali logistici.
Il segmento turistico rappresenta per Busitalia un ambito strategico di sviluppo; i dati più recenti confermano che il turismo in Italia è tornato a crescere in modo strutturale con segnali chiari di una domanda in forte espansione, con prospettive positive anche per il 2026 e gli anni successivi, soprattutto se integrato in modo strutturato con il servizio ferroviario. In questo senso, l’ingresso in Trenitalia rafforza ulteriormente la leva dell’intermodalità ferro-gomma.
Forti di una competenza storica nel tpl e di una consolidata esperienza nel noleggio con conducente e nella gestione di piccoli e grandi eventi, oggi siamo in grado di posizionarci come player competitivo nei segmenti turistico, Mice (Meetings, incentives, conferences and exhibitions) e grandi eventi.
La nostra roadmap va però oltre le singole operazioni: puntiamo a sviluppare servizi sempre più riconoscibili per clienti nazionali e internazionali, a valorizzare in modo sistematico le sinergie con il network ferroviario, a investire in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità e a migliorare l’esperienza complessiva del viaggiatore in tutte le destinazioni servite.

L’intervista è uscita sul numero di marzo di AUTOBUS

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