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di Gianluca Celentano (conducente bus)

Anche in un momento in cui si attendono sviluppi atti a contrastare l’austerità nel settore e la carenza di lavoro e risorse, una parentesi credo sia d’obbligo dedicarla alle “nostre donne”, le colleghe che sempre più spesso incrociamo lungo la strada a bordo dei pullman, le quali come noi percorrono tanti tanti chilometri. Va subito detto purtroppo che verso di loro a volte si è perpetrata una mentalità prevenuta, almeno in Italia, circa la fiducia nella loro adeguatezza alla mansione. 
Tuttavia se l’art. 4 della Costituzione stabilisce che il lavoro è un diritto, ricordo che sia il DL 04/2006 sia l’articolo 3 della stessa Costituzione afferma precise normative circa l’uguaglianza e i riconoscimenti dell’individuo.

Lo scoglio della selezione

In realtà però i motivi e le opportunità per scartare un candidato/a autista non mancano alle imprese, e questo è davvero doloroso e se vogliamo ingiusto. Tale metodologia, selettiva a priori, impedisce di apprezzarne la passione, la motivazione e i cambiamenti perpetrati dall’individuo nel corso degli anni e dell’esperienza. 
Un incontro impari che a mio avviso non dovrebbe esserci, tutti dovrebbero avere una possibilità. Ho conosciuto davvero molte colleghe, simpatiche e soprattutto coraggiose, e molto spesso, per rimanere in tema di guida, con una marcia in più rispetto a molti “maschietti”. 
Infatti, solitamente, le situazioni di congestione stradale e di incomprensione con i clienti sono gestite dalle donne con una delicatezza diversa, e questo spesso porta a notevoli benefici.

Bando ai pregiudizi, come in nord Europa

Nel resto d’Europa l’integrazione femminile nel settore autobus è molto più forte e priva di odiosi pregiudizi: per uniformarci a questo modello blasonato, credo dovremo lavorarci ancora un po’ qui da noi.
 In molti settori pubblici, militari, di polizia ma anche di dirigenza, le donne sono sempre state molto attente e precise e forse anche un modello professionale da cui assorbire metodologie e comportamento.
 Una donna conducente deve anche, spesso, poter essere anche una brava mamma che con coraggio e determinazione riesce a gestire e conciliare i suoi impegni con i suoi figli. 
Le stesse colleghe che ho conosciuto sia in ambito tpl sia di noleggio mi hanno confermato per fortuna di non avere troppi problemi una volta superata la barriera dell’assunzione e con grande compostezza e dignità mi hanno confermato ciò che già sapevo, ovvero che non vogliono 
“corsie preferenziali” rispetto agli uomini ma solo l’osservanza delle leggi e magari una mentalità meno chiusa e severa, ma più aperta e ottimista.

(foto Laura Portinaro)

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