Nella cornice della Borsa Italiana del Turismo (BIT) a Fiera Milano si è tenuto la presentazione del primo rapporto AnavBus turistici e ZTL: una convivenza possibile?“. Un rapporto che fotografa una realtà più volte sottolineata dall’associazione di categoria: la realtà è un sistema di tasse e restrizioni che grava sui bus turistici, con costi elevati e complesse procedure burocratiche, penalizzandoli rispetto ad altre forme di trasporto.

«A distanza di oltre dieci anni dalla presentazione del rapporto Anav sulla gestione dell’accessibilità degli autobus ai centri urbani, dobbiamo purtroppo registrare la perdurante assenza di iniziative concrete volte alla razionalizzazione del sistema di tariffazione degli accessi degli autobus turistici ai centri urbani – dichiara Nicola Biscotti, Presidente di Anav –. Il fenomeno coinvolge ormai, su tutto il territorio nazionale, oltre 50 città d’arte, ciascuna con un proprio sistema di prelievo, per un gettito fiscale per le casse dei comuni interessati di circa 100 milioni di euro annui».

Biscotti sottolinea che «si tratta di un sistema che colpisce i soli turisti che si muovono in autobus e che risulta estremamente oneroso soprattutto nelle città di maggior richiamo turistico che applicano le tariffe più elevate e per i turisti che pernottano in città dove vige anche l’imposta di soggiorno. A Roma, ad esempio (ma lo stesso vale per Firenze e Venezia), il turista che arriva in autobus e che pernotta in città arriva a pagare il triplo e cioè oltre 20 euro al giorno contro i 6/7 euro pagati da un turista che pernotta in città ma viaggia con un altro mezzo di trasporto e tutto questo – prosegue Biscotti – non è giustificato da ragioni ambientali. L’autobus, come dimostrato dal rapporto odierno, è un mezzo di trasporto collettivo, rispettoso dell’ambiente, che produce minime emissioni per passeggero e libera spazi riducendo il numero di autovetture in circolazione, oltre che inclusivo e con grande valenza sociale».

Per Biscotti non deve stupire, quindi, se, come chiaramente evidenziato dal rapporto Anav «pur a fronte del sensibile aumento di arrivi e presenze turistiche, in alcuni casi anche superiori al 2019, i dati relativi agli accessi dei bus turistici registrino invece, rispetto allo stesso anno, una flessione importante, superiore anche al 30%».

«La realtà – conclude il presidente di Anav – è che l’assenza di criteri e regole comuni lascia di fatto alle scelte delle amministrazioni comunali la definizione di parametri ed entità delle tariffe, come ben dimostra la recente esperienza di Roma, che per l’intero periodo giubilare ha addirittura triplicato l’accesso dei bus turistici alla ZTL urbana».

Da qui la richiesta di Anav di una rapida approvazione dell’atteso decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che razionalizzi e fissi le tariffe massime di accesso alle ZTL.

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