Il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato un nuovo regime di sostegno a piani di investimento che promuovono la trasformazione verde e digitale dell’industria degli autobus e dunque la produzione di veicoli elettrici e connessi.

E lo fa con il secondo decreto sul tema firmato dal titolare del Mise Giancarlo Giorgetti in meno di un mese, contando sui 300 milioni di euro destinati dal Pnrr allo «sviluppo di una leadership internazionale, industriale e di ricerca e sviluppo nel campo degli autobus elettrici».

Nello specifico, il primo decreto ha aperto lo sportello per le domande di agevolazioni sui contratti di sviluppo per progetti sui bus elettrici in linea con il Pnrr. Mentre con il secondo provvedimento, visionato in anteprima da MF-Milano Finanza, Giorgetti ha dato ascolto agli operatori del settore che lamentavano una soglia d’accesso base ai contratti di sviluppo troppo alta, in quanto pari a 20 milioni di euro: le nuove spese ammissibili per singolo progetto non possono così scendere sotto il milione di euro né però superare il tetto dei 20 milioni. Tali agevolazioni sono potenzialmente accessibili per tutte le imprese, di ogni dimensione, nel pieno esercizio dei propri diritti e quindi non in liquidazione, in difficoltà o sotto procedimenti, sanzioni o condanne.

Inoltre, le aziende non devono aver attuato una delocalizzazione dell’unità produttiva oggetto dell’investimento nei due anni precedenti alla presentazione della domanda, come devono impegnarsi a non farlo nel biennio successivo al completamento del progetto.

Quanto ai programmi di sviluppo, infine, il Mise ha definito ammissibili solo quelli volti alla produzione di nuovi mezzi, tecnologie di connessione e componentistica per il trasporto pubblico; alla standardizzazione di sistemi di rifornimento e di ricarica per bus elettrici e, in conclusione, alla produzione di sensori e sistemi digitali per la guida assistita, la gestione delle flotte e la sicurezza degli autoveicoli.

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