di Gianluca Celentano (conducente bus)

Il 26 settembre, in Piazza della Scala, di fronte a Palazzo Marino, i conducenti del trasporto pubblico di Milano (e tanti sindacalisti) hanno alzato la voce insieme a un gruppo cittadini del “Gruppo Comitati La73NonSiTocca“, organizzatore della manifestazione, che si propone di dare risonanza alle istanze dei più fragili, come gli anziani, colpiti dai numerosi del trasporto pubblico meneghino. Il gruppo è nato a seguito della soppressione della linea Atm 73 e 73/ nel luglio 2023 e si è impegnato a unire altri comitati sul territorio, vittime di disagi riguardanti altre linee soppresse, rimodulate o assenti, e altre categorie del trasporto come i dipendenti Atm e i tassisti.

Il parere della piazza è il seguente: è urgente un cambio di rotta. A partire da salari adeguati e un ambiente di lavoro più a misura di autista (e della sua vita privata), dove anche sia lecito dire la propria opinione tranquillamente; questi aspetto purtroppo, è già stato testimoniato in altre occasioni, e qui, in Piazza della Scala, viene ripetuto a telecamere spente.

Anche le selezioni del personale sollevano interrogativi, soprattutto in un periodo in cui la figura dell’autista è cruciale per la mobilità di Milano. C’è la percezione che ATM stia seguendo una strategia di dinamicità che pone in secondo piano la mobilità su gomma, privilegiando il trasporto su ferro con metrò e tram. Anche se, a onor del vero, la flotta (elettrica) su gomma di ATM Milano è sempre più nutrita.

In manifestazione è presente Dario Ballotta, esperto di mobilità, attento a tutelare il benessere degli autisti. In questa delicata situazione, si deduce che il vero responsabile non sia l’Azienda, ma il Comune di Milano Infatti gli oneri legati alla nuova linea M4, con costi preventivati di 2,3 miliardi e un incremento di 30 milioni in extracosti, pesano sul bilancio di comune e di rimbalzo anche su ATM. A ciò si aggiungono le ingenti spese per l’energia elettrica, anch’esse aumentate. In questo contesto dove Milano, sembra abbandonata dal governo centrale, mentre ATM si trova in un momento di difficoltà.

Una vita migliore per gli autisti

Nonostante tutto, ATM ha recentemente espresso con una nota ottimismo riguardo ai risultati ottenuti con le organizzazioni sindacali firmatarie, promettendo un investimento maggiore e un riesame delle turnazioni “a scalare” per meglio rispondere alle esigenze moderne degli autisti. Da parte della direzione ATM c’è anche la volontà di formare dei tavoli di discussione direttamente con i lavoratori per intercettare e risolvere le problematiche.

Sotto i riflettori anche l’area B, che ostacolerebbe il raggiungimento dei depositi cittadini dei bus ad autisti e altri lavoratori. Anche le segreterie regionali di Filt Cgil, Filt Cisl, Uilt Uil, Ugl, Orsa e Faisa Cisal assicurano l’impegno per un accordo integrativo locale circa stipendi, turni e condizioni di lavoro.

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