“L’uscita dell’Azienda Napoletana Mobilità – ANM dal concordato con il decreto del Tribunale di Napoli chiude una crisi economica e aziendale aperta nel 2017 e restituisce alla città un’azienda di trasporto pubblico risanata, con i conti in ordine e con i lavoratori tutelati”, ha dichiarato Enza Amato, Presidente del Consiglio comunale, dando appunto notizia dell’uscita definitiva di ANM dalla procedura di concordato preventivo fallimentare. Dopo 9 anni, insomma, i conti della controllata sono stati messi in sicurezza e il Comune conferma la volontà di procedere con l’affidamento diretto e in-house dei servizi tpl fino al 2031.

ANM, i tempi difficili sono alle spalle. Ora una nuova fase

«Ora si apre una nuova fase – ha spiegato Amato – consolidare i risultati raggiunti e proseguire con determinazione nel percorso di modernizzazione del trasporto pubblico, rendendolo sempre più efficiente e capace di rispondere alle esigenze di mobilità della città»-

«In questi anni il Consiglio comunale ha presidiato scelte precise – ha proseguito Amato – mantenere il servizio di trasporto pubblico in house, investire sulla Linea 6 e sul sistema delle funicolari anche durante il percorso di risanamento e non sacrificare l’occupazione sull’altare del pareggio contabile. Abbiamo seguito con attenzione ogni passaggio di questo percorso, consapevoli delle scelte difficili che sono state necessarie, delle risorse messe in campo e della pazienza chiesta ai cittadini. Oggi i risultati sono tangibili. I bilanci sono tornati in attivo, il debito storico è stato azzerato e soprattutto è proseguito un lavoro concreto per migliorare la qualità del servizio».

«Il potenziamento della Linea 6, la manutenzione e il rilancio delle funicolari, gli investimenti sulla flotta, il rafforzamento complessivo della mobilità cittadina, le assunzioni e la salvaguardia delle graduatorie non erano risultati scontati in una fase così delicata di risanamento – ha concluso la Presidente – mantenere ANM come azienda pubblica in house, rifiutare la logica dell’esternalizzazione, tutelare i livelli occupazionali sono state scelte politiche precise che hanno consentito di preservare il controllo pubblico su un servizio essenziale e di salvaguardare competenze e professionalità».

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