Non è stata trovata la quadra tra AMT, Comune di Genova e associazioni dei consumatori, che si sono e seduti al tavolo per trovare un punto d’incontro sui tagli al servizio scattati dal 1° luglio e i conseguenti disagi per l’utenza.

L’operatore, ancora alle prese con lunga e grave crisi che ne ha minato l’esistenza, ha deciso di tagliare alcuni servizi, ovvero il Navebus – che da 19 anni collegava Pegli e il Porto Antico – il servizio Taxibus a chiamata e anche il servizio Navetta Lagaccio (che serviva la zona collinare del quartiere Lagaccio), suscitando le proteste di residenti e di chi se ne serviva.

Nessuna soluzione condivisa, almeno per il momento, e così il 17 luglio è previsto un presidio delle associazioni dei consumatori e dei comitati di quartiere sotto Palazzo Tursi, sede del Comune, e contemporaneamente scatterà lo “sciopero generale del biglietto” per ventiquattro ore: «L’amministrazione e l’azienda municipale hanno lasciato pochissimo spazio al confronto, respingendo in particolare la richiesta di prorogare dall’8 al 16 luglio il servizio di navetta del Lagaccio, sospeso il 1° luglio, così come TaxiBus e Navebus, per una cifra di 3mila euro: è uno schiaffo in faccia!»

AMT taglia i servizi “per necessità”

«La sospensione di questi servizi, resa necessaria dalla contingente situazione economico/finanziaria, consentirà di concentrare gli sforzi e le risorse disponibili sui servizi specificatamente di Tpl dove si registra la maggior parte della domanda di mobilità del bacino metropolitano. Questa prima fase di attuazione del Piano di Risanamento è necessariamente una fase restrittiva ma con la prospettiva, una volta superata la fase emergenziale, di ripensare a nuovi modelli per i servizi collaterali di trasporto. Le misure adottate sono necessarie per garantire la sostenibilità aziendale e la continuità del servizio di trasporto pubblico locale nel suo complesso, preservando i collegamenti che rispondono alle esigenze dei passeggeri», la nota di AMT Genova per motivare la decisione.

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