Trasporti pubblici, Milano regina d’Italia per velocità ed economicità. Roma è distante anni luce: muoversi coi mezzi richiede più tempo e più denaro. Sono i risultati (di fatto piuttosto prevedibili…) dell’inchiesta di Altroconsumo su quattro grandi città italiane: Milano, Napoli, Roma e Torino. Il mezzo pubblico più utilizzato? L’autobus.

Trasporto pubblico a Milano

Trasporto pubblico a Milano, batte Roma

A Milano, secondo i dati forniti da Altroconsumo, spostarsi coi mezzi (non solo autobus, ma anche metropolitana e tram) richiede una spesa di 65 euro medi mensili (e il 12 per cento spende meno di 20 euro al mese), contro i 98 di Roma (dove si registrano picchi di 150, spesi dal 24 per cento dei romani), gli 87 di Napoli e i 70 di Torino. Del resto, chi vive a Roma e Napoli riserva alla rete di tpl una sonora bocciatura. All’ombra della madonnina autobus e metropolitana sono ben più apprezzati. Metropolitana che riscuote giudizi lusinghieri da parte dei torinesi, pronti però a stroncare i mezzi di superficie. Quanto a percentuali di utilizzo, a Milano un terzo dei cittadini usa la metro, il 37 per cento l’autobus. A Torino l’autobus è usato dal 36 per cento dei cittadini, a Roma dal 30 per cento. In entrambi i casi percentuali di utilizzo superiori rispetto a quella della metro.

Italia paese di automobilisti

L’inchiesta di Altroconsumo prende le mosse da questa domanda: “L’Italia è un Paese di automobilisti incalliti, che usa i mezzi pubblici solo occasionalmente. Ma è una questione culturale o abbiamo quasi l’obbligo di metterci al volante perché le nostre città non offrono alternative valide?”. L’automobile rimane indiscussa campionessa degli spostamenti abituali. Il 70 per cento degli italiani guida almeno una volta a settimana. Il 74 per cento a Torino e Roma, il 65 per cento a Milano, il 62 a Napoli. E immancabilmente perdono in media 15 minuti alla ricerca di parcheggio. Il car sharing, in compenso, non fa paura: le persone che lo usano almeno una volta alla settimana sono talmente poche che Altroconsumo rileva di aver avuto difficoltà a reperire dati statisticamente validi.

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