La “S” e la “T” sono compagne di banco nell’alfabeto. E, in questo caso, sono anche colleghe di lavoro: “S” come Scania, “T” come Touring e “T” anche Tresca Transformer, azienda familiare di Zola Predosa, a una manciata di chilometri da Bologna, fondata da Leonilde Tresca sotto la guida del padre Antonio e del fratello Enrico, meccanico specializzato in veicoli commerciali industriali. Veicoli commerciali industriali che spesso e volentieri fanno rima con Scania.

Da otto anni questa bella realtà artigianale è entrata nel radar del Grifone, come ci racconta Roberto Caldini, Direttore Buses & Coaches di Scania Italia: «Il nostro rapporto, come spesso avviene, è nato per caso: il primo contatto è arrivato per un truck e ora eccoci qua a parlare di bus! L’avventura insieme a Leonilde e la sua squadra è iniziata ufficialmente nel 2017, quando abbiamo fornito il primo Touring a Tresca, che lo ha allestito per la Wilier Triestina-Selle Italia in vista del Giro d’Italia».

Ecco, qui è necessaria una spiegazione: il pay-off dell’azienda è “Il Made in Italy su quattro ruote” e il core business è realizzare veicolo speciali, che la base sia un bus, un truck, un van, un veicolo, nuovo o usato che sia, di tutte le marche. Ecco il perché, allora, di quel “Transformer”.

E il lavoro di trasformazione realizzato da Tresca è quello che si definisce “lavorone”. Leonilde Tresca, infatti, ci spiega: «La preparazione è molto lunga: va da un minimo di 6/7 mesi – se tutto fila liscio – a 12 mesi. Per cui, per fare una media, diciamo che siamo sui 9/10 mesi per metterlo in strada. Si parte con l’installazione di tutti gli accessori e le tecnologie del caso, poi si procede con il collaudo e si termina con le pratiche. Durante i grandi giri – Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta – e anche in quelli minori e nelle grandi classiche, i bus sono la casa dei corridori e del team. L’equipaggiamento e l’allestimento è realizzato mettendo sempre il corridore e le sue esigenze al centro: sono messi a punto con il fine ultime di dare il massimo comfort al ciclista pre e post gara, per il trasferimento dall’hotel al punto di ritrovo per la partenza e per l’hotel una volta che la tappa è conclusa».

Scania offre prodotti che si declinano perfettamente alle necessità di Tresca. E il Grifone preferito è il Touring, specialmente nella versione a tre assi. “Devo dire – continua Leonilde – che i torpedoni di Scania, proprio per come escono dalla fabbrica, presentano delle caratteristiche che facilitano il nostro lavoro. L’aspetto che più apprezziamo, se vogliamo dirne uno, è la predisposizione dei gavoni, dove riusciamo piuttosto agilmente a inserire attrezzature e serbatoi. Insomma, presenta di suo alcuni spazi per noi molto, molto utili. Inoltre, cosa fondamentale, il servizio di post-vendita: quando abbiamo avuto bisogno, le officine di assistenza di Scania sono state più che efficienti. Anche, pensate un po’, per interventi tra una tappa e l’altra».

Leonilde e Roberto hanno ancora molto altro da dirci e ricordano insieme, con un certo orgoglio, i complimenti ricevuti da corridori e staff di alcune squadre, anche da parte dei bus driver, che essendo conducenti di lavoro (ma non solo) apprezzano uno dei punti di forza del Touring, ovvero il terzo asse sterzante, che agevola di molto le manovre su percorsi impegnativi e tortuosi, come i tornanti di montagna

Caldini, infine, aggiunge ancora: «Per noi l’incontro con Tresca è stata una fortuna e abbiamo saputo cogliere al meglio una grande opportunità: siamo entrati nel mondo del ciclismo con i nostri mezzi e con Leonilde ci siamo trovati molto in sintonia, fin dall’inizio. Stiamo portando avanti altri progetti con altri Touring e altri sono in rampa di lancio. Certo, non si parla di volumi importanti, anche perché i mezzi delle squadre Pro Tour fanno “pochi” chilometri l’anno, circa 50/60 mila; in questi anni abbiamo consegnato 5 Touring, ma sono nicchie di mercato di prima qualità.

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