Monza-Brianza ripensa il Tpl: nuova rete e più integrazione
Si è svolto mercoledì 25 marzo, presso la Sala Maddalena di Monza, l’incontro pubblico “Quali novità per linee e servizi del trasporto pubblico a Monza – Verso l’aggiornamento del piano di bacino”, organizzato dal Settore Mobilità del Comune. La serata, introdotta dall’assessora alla mobilità Zappala, ha rappresentato un primo momento di confronto su un progetto […]
Si è svolto mercoledì 25 marzo, presso la Sala Maddalena di Monza, l’incontro pubblico “Quali novità per linee e servizi del trasporto pubblico a Monza – Verso l’aggiornamento del piano di bacino”, organizzato dal Settore Mobilità del Comune. La serata, introdotta dall’assessora alla mobilità Zappala, ha rappresentato un primo momento di confronto su un progetto destinato a ridisegnare in modo significativo il trasporto pubblico locale non solo nel capoluogo brianzolo, ma nell’intero bacino.
Il piano si inserisce in un quadro più ampio che guarda all’integrazione con Milano, anche in prospettiva del prolungamento della linea metropolitana M5 verso Monza. Un passaggio che, insieme all’aggiornamento del piano di bacino e alle future gare di affidamento del servizio, potrebbe segnare una svolta nella mobilità dell’area.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: offrire un’alternativa concreta all’auto privata, rendendo il servizio più capillare, frequente e coerente con le reali esigenze di spostamento. In questa direzione si inserisce il potenziamento delle cosiddette linee “diametrali”, che attraversano Monza collegando centro e quartieri, e una revisione complessiva di percorsi e fermate. Dalle prime indicazioni emerse, il nuovo assetto punterebbe anche ad ampliare le fasce di servizio, con partenze già dalle prime ore del mattino (intorno alle 5) e prolungamenti serali fino alle 22-24, inclusi i giorni festivi. Un elemento per migliorare l’integrazione con il sistema ferroviario e rendere il Tpl competitivo su tutta la giornata.
Dalla platea non sono mancate domande e osservazioni. Tra gli interventi anche quello di Salvatore Russo, conducente di autobus e figura impegnata sui temi della sicurezza stradale, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità legate ai sistemi semaforici e alle sanzioni che ricadono sui conducenti. Dal punto di vista tecnico, uno dei nodi riguarda il coordinamento del servizio. Alla domanda sulla gestione operativa della futura rete, è stato chiarito che ogni operatore avrà una propria centrale di controllo. Una scelta che lascia aperto il tema sull’eventuale player unico, elemento cruciale per garantire regolarità ed efficienza.
Resta sullo sfondo anche il riferimento al quadro normativo più recente, come il Decreto Ministeriale 108/2024, ma sarebbero in arrivo altri bus elettrici adeguati in termini di sicurezza. Il progetto appare ambizioso e la sfida sarà tradurre le linee guida in un servizio realmente efficace e credibile, anche alla luce di un contesto lavorativo in evoluzione, dove la figura dell’autista è sempre meno “stanziale” e sempre più soggetta a dinamiche di mobilità professionale. Più che un semplice aggiornamento, quello presentato a Monza sembra l’inizio di una trasformazione strutturale. Se mantenute le promesse, potrebbe diventare un modello osservato anche da altre realtà italiane.
di Gianluca Celentano
