Al 31 ottobre, secondi i dati Anfia, in Italia sono stati immatricolati 3.344 autobus sopra le otto tonnellate, il 12% in meno rispetto al medesimo periodo dello scorso anno (3.800). Il dato è dunque in calo, ma è di tutto rispetto e la proiezione sui dodici mesi sarebbe di 4.000 targhe: molte. Poi, è da sottolineare il momento d’oro dei turistici, che sfiorano le 1.000 targhe (962), e la costante crescita degli elettrici (979). Ma procediamo con ordine…

Autobus urbani, extraurbani, turistici e scuolabus

La maggioranza relativa dell’immatricolato dal primo gennaio al 31 dicembre 2025 è rappresentata dai Classe I: si contano infatti 1.469 urbani, pari al 43,9% del totale. Nello stesso periodo dell’anno passato erano l’ 8,9% in più (1.613). In netta difficoltà il segmento dei Classe II, con gli interurbani in calo del 42,2% sul dato 2024: il pallottoliere segna 901 unità (erano 1.559), per una quota del 26,9%. Stanno invece molto, molto bene i Classe III: i turistici targati sono ben 962, +59,3% sui 604 dei primi dieci mesi del 2024.
Infine il dato relativo agli scuolabus: sopra le 8 ton se ne contano appena 12 (erano 24), ma la stragrande parte degli scuolabus è sotto le 8 ton di massa a pieno carico (sono infatti 485 in totale).

Le motorizzazioni: elettrico, diesel, gas, ibrido e idrogeno

Analizzando invece le 3.344 per tipologia di trazione, registriamo la continua impennata dell’elettrico a batteria: gli e-bus raggiungono quota 979 pezzi, è 83,3% sul dato 2024 (534) e pesano per il 29,3% dell’immatricolato, ma diventano addirittura il 65% degli urbani.

Allo stesso tempo, invece, prosegue il calo del motore diesel, con i veicoli a gasolio che cedono l’8,7%, passando da 1.525 a 1.393. La motorizzazione diesel, comunque, rimane quella maggioritaria con il 41,7%.

In difficoltà la tecnologia del gas: tra mezzi Lng e Cng (11 i primi e 695 i secondi), Anfia registra 706 bus a metano, pari al 21,1% dell’immatricolato; il dato, però, è in calo del 31,4%.

Crolla l’ibrido, che cede il 63,6% e si ferma a 259 immatricolazioni (erano 712), pari al 7,7% del totale.

Infine ecco 7 autobus a idrogeno, lo 0,2% del totale.

La classifica dei costruttori di bus

Il leader di mercato, con una quota del 33,4%, si conferma Iveco Bus, che tocca le 1.116 targhe. Alle sue spalle cresce Daimler Buses, grazie al dato accorpato di Mercedes-Benz (542) e Setra (119): le 661 immatricolazioni equivalgono a uno share del 19,8%. Terza piazza per Solaris a 263 (7,9%), quarta per Scania in grande spolvero: 204 mezzi immatricolati e quota del 6,1%; ricordiamo però che all’interno del volume del Grifone sono conteggiati anche i veicoli carrozzati da Irizar su telaio made in Svezia. A proposito di Irizar si posiziona al nono posto con 74 mezzi (2,2%).

Quinta piazza per MAN, in ripresa, con 161 veicoli del Leone e 68 coach del brand Neoplan: il totale è dunque 229 e la quota di mercato de 6,8%. Al sesto posto ecco King Long con 154 unità (4,6%), al settimo Menarinibus in leggero calo: 137 immatricolazioni e share del 4,1%. Dunque Karsan, ottava, con 136 immatricolazioni tutte elettriche (4,1%). Nona, come detto Irizar e decima a chiudere la Top10 c’è Otokar con 72 (2,2%).

Quindi Yutong con 54 unità (anch’esse tutte elettriche) e share dell’1,6%, Isuzu con 52 (1,6%) e Temsa con 46 (1,4%). Sotto l’1% di quota di mercato troviamo Rampini (29), Bluebus (25), BMC (25), Ayats (15), BYD (14), Guleryuz (10), Higer, Van Hool e VDL (6), CaetanoBus (5), Volvo (3) e Alfabus (2)

L’immatricolato da Nord a Sud

Chiudiamo l’analisi dei dati messi a disposizione da Anfia con il dato geografico: il Nord Italia è la zona d’Italia che in questi dieci mesi ha immatricolato più autobus e coach, con 1.190 pezzi pari al 35,6% del totale; dunque il Sud e le Isole con 1.177 (35,2%) e il Centro con 977 (29,2%).

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