Mercato autobus Italia al 31 maggio: oltre 2.500 immatricolazioni, quasi la metà è elettrica. Turistici a tutto motore: 638 unità. Le tabelle
Poche settimane e arriverà la data “fatidica” del 30 giugno, giorno di conclusione del Pnrr, nonché termine ultimo entro il quale è necessario completare le forniture. E così il mercato dell’autobus italiano corre veloce in questi primi cinque mesi dell’anno: secondo i dati Anfia, al 31 maggio 2026, le immatricolazioni (sopra le 8 ton) sono […]
Poche settimane e arriverà la data “fatidica” del 30 giugno, giorno di conclusione del Pnrr, nonché termine ultimo entro il quale è necessario completare le forniture. E così il mercato dell’autobus italiano corre veloce in questi primi cinque mesi dell’anno: secondo i dati Anfia, al 31 maggio 2026, le immatricolazioni (sopra le 8 ton) sono già 2.551 unità, quasi mille in più rispetto alle 1.679 del medesimo periodo dell’anno passato (+49,6%).
Bus urbani, extraurbani, turistici e scuolabus: i trend
Più della metà del targato è rappresentato dai Classe I, che raggiungono quota 1.418 pezzi e pesano per il 56,5% del totale. Si fermano invece a 448, in calo rispetto allo stesso periodo 2025, i Classe II, pari al 17,8% delle 2.511 immatricolazioni. Bene, anzi benissimo i coach, che sono già 638, pari a un quarto del totale (25,4%). Insomma, un autobus su quattro targato è un turistico. Si segnalano anche 9 scuolabus (0,3%), ma il grosso dei veicoli scolastici – come noto – è sotto le 8 ton di massa a pieno carico.

Alimentazioni: elettrico in spinta, tiene il diesel
Non è una novità: la trazione elettrica a batteria continua a crescere e a fare man bassa nei profili di missione urbana: nei primi cinque mesi del 2026 si contano infatti 1.095 e-bus, pari al 43,6% del totale e addirittura il 72,4% dei nuovi autobus urbani.
Alla crescita dell’elettrico si somma anche quella del motore tradizionale diesel, anch’esso sopra la soglia dei mille autobus – 1.017 per l’esattezza – per uno share del 40,5%.
In calo, invece, sia la tecnologia del gas, sia quella dell’ibrido. Sono 181 gli autobus a metano, di cui solo un mezzo Lng, per una quota di mercato del 7,2%; venendo all’ibrido, appena 39 i torpedoni ibridi (1,6%).
Da sottolineare ancora una volta, spinto dalle consegne di Solaris per Tper (e non solo), l’exploit dell’idrogeno: 179 Fcev, pari a un market share del 7,1%.

La classifica (provvisoria) dei costruttori
Veniamo ora alla classifica – provvisoria – dei costruttori per volume di immatricolato. Come sempre, in testa c’è Iveco Bus a quota 916, di cui 601 bus elettrici. Seconda piazza per Daimler Buses, grazie al dato accorpato di Mercedes-Benz (185) e Setra (86), per un totale di 271 torpedoni (di cui 5 elettrici) Chiude il podio Solaris con 233 (tra cui 55 e-bus).
Dunque Scania in grande forma con 181 targhe, rese possibili anche dai veicoli Irizar costruiti su chassis del Grifone. A proposito della casa dei Paesi Baschi, le targhe sono 31, secondo Anfia.
Boom per BYD con 175 immatricolazioni, tutte elettriche. Bene anche MAN con 88 Leoni e 70 coach Neoplan, per un totale di 158 (tra cui 15 e-bus). Sopra le cento immatricolazioni c’è anche Menarini con 122 (17 le targhe “alla spina”). A 110 ecco King Long (ben 107 i bus elettrici), seguito a ruota da Otokar con 109 (3 elettrici).
Quindi Yutong a 65 immatricolazioni (tutte elettriche), Temsa a 38, Isuzu a 37, BMC a 24 (21 gli elettrici), Karsan a 19 (tutte elettriche), Rampini a 9 (anche in questo caso sono tutti e-bus), Higer a 6, Van Hool a 4 e Volvo Bus a 2.
