A un mese dalla fine del 2025, il mercato dell’autobus italiano mette insieme numeri che fanno gola. Certo, i volumi sono leggermente in calo rispetto al 2024, anno da record grazie alla piena spinta propulsiva del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ma in proiezione la previsione di chiusura sfiora le 4.000 unitĆ , attestandosi a 3958. Infatti, dal primo gennaio al 30 novembre, secondo i dati Anfia, sono stati targati 3.629 autobus sopra le 8 tonnellate di massa a pieno carico, in calo dell’11,8% sul medesimo periodo dell’anno passato. Se prendiamo invece in considerazione anche i mezzi sotto le 8 ton di ptt, il pallottiliere segna 4.868 pezzi (-14,3% sulle 5.680 targhe dello stesso lasso temporale 2024).

Due dati balzano all’occhio più di tutti: gli autobus turistici hanno sfondato il tetto delle 1.000 immatricolazioni, attestandosi a quota 1.011 unitĆ , che sono tante, tantissime. Sopra la soglia dei mille anche gli e-bus: se ne contano 1.044.

Autobus urbani, interurbani, turistici e scuolabus

Spacchettando il volume dell’immatricolato al 30 novembre per profilo di missione, la quota maggioritaria ĆØ dei Classe I: sono 1.590 (erano 1.852 l’anno scorso, -14,1%) e pesano per il 43,8%. Soffrono i Classe II, che cedono il 37,3% sul dato 2024: da 1.621 a 1.016, pari a uno share del 28%.
Come anticipato, volano i Classe III, che fanno registrare addirittura un +63,9% sul dato 2024: i coach balzano da 617 a 1.011 pezzi.
Infine il dato relativo agli scuolabus: se ne contano appena 12 sopra le 8 tonnellate di ptt, ma sappiamo bene che il grosso dei mezzi scolastici ĆØ sotto le 8 ton: calcolando anche i leggeri, gli scuolabus sono infatti 530.

Autobus elettrici, diesel, a gas, ibridi e a idrogeno

Dunque, analizziamo le 3.629 targhe per tipologia di trazione. La tecnologia leader rimane il diesel, che però cala del 7,5%: al 30 novembre 2025 sono 1.446 i veicoli a gasolio (erano 1.585 lo scorso anno) e pesano per il 39,9%. Alle spalle del motore tradizionale endotermico cresce ancora la trazione elettrica a batteria: secondo Anfia, gli e-bus sono 1.044, in crescita del 63,4%, pari a uno share del 28,8%. Ma, attenzione, dei 1.590 nuovi urbani ben 1.017 sono elettrici: ciò significa che il 64% dei nuovi Classe I ĆØ “alla spina”.

Dunque il gas, che mette a referto 829 immatricolazioni, di cui 800 a metano Cng e 29 Lng: il dato complessivo della trazione a gas ĆØ inferiore del 27% rispetto alle 1.134 targhe del 2024 e in totale rappresenta il 22,8% della torta delle nuove targhe.

In forte calo la motorizzazione ibrida, che si ferma a 283 veicoli contro i 735 del 2026 (-61,5%), pari a una quota del 7,8%.

Infine, da segnalare anche 7 autobus fuel cell a idrogeno (lo 0,2% delle 3.629 immatricolazioni in questi undici mesi).

Il dato geografico

Chiudiamo l’analisi con la geografia delle 3.629 targhe. La maggioranza relativa ĆØ appannaggio del Nord Italia con 1.340 (pari al 37% tondo-tondo), dunque il Sud e le Isole con 1.296 (35,7%) e infine il Centro con 993, pari al 27,3%.

In primo piano

SFOGLIA IL NUMERO DI MARZO!

In attesa che sbocci la primavera – almeno qui a Milano – ĆØ sbocciato il numero di marzo di AUTOBUS. In copertina, come potete vedere, spicca un Tourliner di Neoplan (MAN) per dare seguito al maxi confronto dedicato ai bus turistici: dopo la prima puntata uscita sul primo numero dell&#82...

Articoli correlati