Al 30 giugno 2025, secondo i dati Anfia, il mercato dell’autobus italiano sopra le 8 tonnellate ha fatto registrare 1.959 immatricolazioni, 537 in meno rispetto al medesimo periodo del 2024, pari al -21,5%. In proiezione, a meno di un’accelerata nel secondo semestre dell’anno, chiuderebbe sotto le 4.000 unità, attestandosi di poco sopra i 3.900 pezzi.

Autobus urbani, interurbani e turistici

La parte più corposa dell’immatricolato, seppur in perdita del 9%, è rappresentata dai Classe I: se ne contano 781 (erano 857), per un volume del 40% sulla torta totale. Male, molto male i Classe II, che crollano di oltre il 50% e calano da 1.147 a 566, pari a una quota del 29% Molto bene, invece, i Classe III: i turistici crescono del 25,9%, passando da 478 a 602 e market share che sfiora il 31%. Piccola nota anche su quei pochi scuolabus sopra le 8 ton di ptt: se ne contano 10 (erano 14), ma la stragrande maggioranza dei mezzi scolastici è sotto le 8 ton: il loro dato è in calo del 14%, da 316 a 271.

Elettrico, diesel, gas e ibrido

La tecnologia di trazione dominante rimane il diesel, che però continua a vedersi contrarre il proprio volume: al 30 giugno 2025, infatti, si registrano 890 autobus a gasolio, rispetto ai 1.257 del giugno ’24: il calo è del 29%. Complessivamente, il 45,4% dei nuovi bus targati è diesel.

Continuano ad aumentare le targhe elettriche, che fanno registrare un nuovo exploit: +62%, crescono da 218 a 353. Gli e-bus rappresentano il 18% delle nuove immatricolazioni e il 43% dei Classe I.

Cede qualcosa, ma sostanzialmente tiene il gas, con il metano CNG che mette a referto 503 unità (-10% sulle 558 del giugno 2024) pari a un market share del 25,7%. Si contano anche 3 targhe LNG

Venendo alla tecnologia dell’ibrido, cedono di oltre il 50% (-54%) i veicoli ibridi diesel-elettrico: da 427 a 196, pari a una quota del 10%. Appena 7 (erano comunque 22 al giugno 2024) gli ibridi elettrico-metano.

Infine, l’idrogeno, che continua a rappresentare una piccola minoranza: appena 7 i fuel cell immatricolati nei primi 6 mesi dell’anno.

La classifica dei costruttori

Passiamo ora in rassegna le immatricolazioni dei costruttori, dove troviamo Iveco Bus sempre in testa alla classifica, ma in forte contrazione (-46,4%): da 1.116 a 598. Alle sue spalle Daimler Buses a quota 421, grazie al dato accorpato di Mercedes-Benz e Setra: in crescita del 13,5% i mezzi della Stella, da 296 a 336, mentre stabili i coach Setra: 85, appena uno in meno rispetto al giugno 2024. Terza piazza stabile e consolidata per Solaris: +5,9% da 204 a 216 targhe.

Ai piedi del podio MAN, grazie anche ai 44 turistici del brand Neoplan (erano 46), ai quali si sommano gli autobus del Leone, in crescita del 17,5%, da 98 a 115.

In crescita anche Scania, che sale da 130 a 148 unità (+13,8%), ma ricordiamo che nel conteggio dei mezzi del Grifone sono considerati anche gli Irizar su chassis Scania. E a proposito di Irizar, i torpedoni “puri” della casa madre basca sono 51 (+30,8% sui 39 dello scorso anno).

Bene Menarinibus, che nella prima metà dell’anno ha messo a segno 119 immatricolazioni, +7,2% sulle 111 al 30 giugno 2024.

Dunque Karsan con 44 (erano 37), Temsa con 38 (erano 50), Yutong 32 (erano 12), Otokar 24 (erano 134), Bluebus 22 (erano zero), Isuzu 18 (erano 30), BMC 17 (erano 7), BYD 14 (stabili), Rampini con 11 (erano 18), Ayats 9 (erano 32), Guleryuz 8 (erano 4), VDL 6 (erano 1), Higer 2 (erano 4), King Long 2 (stabili), Volvo 2 (erano 13) e Alfabus 1 (erano zero).

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