È Maria Fiorentino, Responsabile Settore Autobus di Federauto, l’Associazione Nazionale dei Concessionari, a lanciare l’allarme sul futuro del parco mezzi italiano destinato al trasporto pubblico locale: «I concessionari italiani manifestano le loro preoccupazioni per il progressivo assottigliamento delle risorse disponibili per il rinnovo del parco autobus in servizio Tpl, all’indomani del virtuoso periodo dei finanziamenti Pnrr che hanno consentito una riduzione tangibile dell’età media del parco circolante, specie per i bus urbani e suburbani».

«Noi dealer abbiamo il polso del mercato e stiamo registrando una lenta ma progressiva tendenza da parte delle aziende Tpl a ridimensionare i progetti di investimento per il rinnovo del parco autobus. Stiamo tornando a capienze finanziarie di un paio di centinaia di milioni all’anno, che sono le risorse in coda al Piano Strategico Nazionale Mobilità Sostenibile, le cui origini risalgono a cinque governi fa, si tratta di risorse non sufficienti per continuare il processo di riduzione dell’anzianità media del parco, che ora rischia una nuova inversione di tendenza in senso inverso, ossia in direzione di una nuova fase di invecchiamento», ha aggiunto Fiorentino.

«In campo abbiamo solamente i due recenti Decreti Direttoriali del 2025 (ndr. DD. n.152 di maggio 2025 e DD. 445 di dicembre 2025) che regolano i fondi del quinquennio 2024-28 del Psnms differenziati in base agli Enti Locali che gestiscono gli stanziamenti, che cubano circa 1,3 milioni di euro in 5 anni, di cui una buona parte sono stati già impegnati. Questi finanziamenti sono riservati esclusivamente all’acquisto di autobus elettrici, a idrogeno e a metano/biometano. Tuttavia, l’elettrico e l’idrogeno presentano costi unitari significativamente più elevati, soprattutto se rapportati alla capacità di trasporto e considerando gli investimenti infrastrutturali necessari, oltre a garantire percorrenze inferiori rispetto alle alimentazioni convenzionali. Ne deriva che, a parità di risorse, il numero di autobus acquistabili è inferiore a quello dei mezzi da sostituire: in alcuni casi servirebbero fino a 1,5 autobus elettrici per rimpiazzarne uno tradizionale», si legge ancora nella lettera di Federauto Bus.

«Il metano e il biometano rappresentano certamente una valida alternativa – conclude Fiorentino – purtroppo a volte la loro applicabilità è condizionata dalla reale disponibilità delle infrastrutture sul territorio. È indispensabile prefigurare per tempo un nuovo strumento di finanziamento per il rinnovo del parco autobus, costante negli anni, che vada ad affiancare ciò che resta del Psnms e che sia pienamente coerente con il principio di neutralità tecnologica».

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