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Atac malissimo, ma le altre aziende di tpl non fanno tanto meglio: scontento generale. È l’amaro responso di un‘indagine condotta da “Voices from the blog”, che elegge il passaparola sul web a cartina di tornasole degli indici di gradimento relativi a determinati servizi. In questo studio, sotto la lente sono passati i servizi di trasporto pubblico locale e di trasporto ferroviario.

Termometro del web

Voices from the blogs è una startup che opera nel campo dei big data, offrendo, tra le altre cose, servizi di consulenza alle imprese. Per l’indagine sul tpl, è stato misurato il Social Net Promoter Score delle diverse compagnie, «riportando la differenza tra la percentuale di “promotori” e di “detrattori” di ciascun brand». Al centro dell’attenzione, insomma, c’è la “temperatura” del web sull’argomento. Per quanto riguarda l’alta velocità, Voices from the blogs promuove Italo su Fs, alla luce dell’analisi di quasi 14mila tweet di settembre.  L’indice di gradimento, in ogni caso, è assai basso. Sulla scala di valutazione che va da -100 a +100, Italo prevale per una differenza di circa 10 punti, ottenendo il risultato di -54 rispetto al -65 di Trenitalia. Male anche Trenord:  ritardi e l’aria condizionata sono le principali fonti di lamentele per il vettore di trasporti lombardo.

E il tpl? Tragico

Per quanto riguarda il tpl, il responso non è migliore. Voices ha messo a confronto i giudizi su quattro aziende di tpl: Atm di Milano, Atac di Roma, Anm di Napoli e Ataf di Firenze. Ben 77mila i tweet passati al setaccio. Atac si guadagna il fondo del barile, con un -52,5. La migliore, Ataf, si porta a casa un altamente insufficiente -37,5. In mezzo ci sono Atm e Anm, entrambe assestate su un punteggio di -39. I motivi dei votacci? Citando quanto riportato nello studio, «a generare la fetta più grande di critiche (45%) è la cattiva gestione del servizio – questo vale in particolar modo per l’Atac. Non mancano però le lamentele riguardanti la pulizia e lo stato dei mezzi (23.9%) e gli scioperi (11.8%). Le polemiche per i ritardi, seppur rilevanti, sono invece minori per il trasporto locale rispetto al trasporto ferroviario (13%). Infine, qualche utente esprime opinioni negative sulle applicazioni mobile (4.4%) mentre quasi nessuno critica il personale di servizio (1.9%)». Qualche spiraglio di luce?  Eccolo: «poche le critiche al personale». Certo, non si può pensare che l’utenza di twitter sia rappresentativa dell’utenza del tpl, ma proprio partendo da questo presupposto i riscontri di una fetta “digitalizzata” di passeggeri possono fornire spunti interessanti nell’ottica del miglioramento di servizi che puntano dritti verso il profilo smart.

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