Emergenza Ebusco. Il costruttore olandese sta vivendo, da diversi mesi, un periodo di crisi: la causa principale è la difficoltà nella produzione e, poi, nella consegne di veicoli. Una crisi e una difficoltà tali da far crollare il valore delle azioni societarie, che hanno perso l’87% (!) nell’ultimo anno.

A luglio Ebusco ha deciso di riorganizzare il team esecutivo, nominando l’ex Van Hool, Erland Morelissen al ruolo di CCO e ora l’azienda fa sapere di voler raccogliere 36 milioni di euro di capitali tramite l’emissione di nuovi diritti azionari.

All’inizio di settembre, invece, il Consiglio di sorveglianza di Ebusco ha nominato Christian Schreyer nuovo amministratore delegato nell’ambito del piano di rilancio messo in atto dal team esecutivo dell’azienda. Il fondatore Peter Bijvelds e Michiel Peters hanno lasciato la carica di co-Ceo il 2 settembre.

Lo spettro del fallimento, purtroppo, aleggia. E non sono pochi i rumors e le speculazioni sull’insolvenza di Ebusco. I risultati finanziari della società per il semestre 2024 mostrano una perdita di EBITDA di 60,7 milioni di euro (aumentata del 40% rispetto ai 43 del 2023) e ricavi per 38 milioni di euro (-8,8%). Sono stati consegnati solo 98 autobus, a fronte di un portafoglio ordini di ben 1.662 autobus.

A tal proposito, pochi giorni fa, il vettore svedese Connect Bus ha deciso di cambiare fornitore di e-bus a causa dei notevoli ritardi nelle consegne da parte di Ebusco, annullando la fornitura di 47 aggiudicata a Ebusco.

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