Arthur, addio: la start-up di bus a idrogeno ha presentato istanza di insolvenza
Dopo cinque anni finisce l’avventura (poco gloriosa) di Arthur Bus, la start-up polacca, di Lublino, di autobus a celle a combustibile di idrogeno: la società ha presentato istanza di insolvenza. La richiesta di insolvenza depositata da Arthur Bus segna il collasso ufficiale delle operazioni dell’azienda e comporta l’immediata sospensione del suo ruolo di fornitore di […]
Dopo cinque anni finisce l’avventura (poco gloriosa) di Arthur Bus, la start-up polacca, di Lublino, di autobus a celle a combustibile di idrogeno: la società ha presentato istanza di insolvenza.
La richiesta di insolvenza depositata da Arthur Bus segna il collasso ufficiale delle operazioni dell’azienda e comporta l’immediata sospensione del suo ruolo di fornitore di autobus a idrogeno per MPK Lublin, primo ordine significativo ottenuto dalla società (firmato a maggio 2025).
Secondo i media di settore polacchi transport-publiczny.pl (che cita la testata tedesca Busplaner, ripresa anche dall’agenzia specializzata electrive), la domanda è stata presentata presso il Tribunale distrettuale Lublin-Wschód, avviando una procedura che pone sotto supervisione giudiziaria il futuro del programma di veicoli finanziato con fondi pubblici e la situazione della forza lavoro.
Il co-fondatore e CEO Philipp Glonner avrebbe lasciato l’azienda nell’ottobre 2025, mentre Martin Lischka, assunto nel marzo 2025 (proveniente da Quantron, un’altra società in difficoltà che a metà 2025 è stata salvata dall’insolvenza dal suo fondatore ed è ora parte di un più ampio riposizionamento strategico del gruppo Haller), non risulta più associato ad Arthur Bus da dicembre ed è stato nominato Head of Sales and Marketing presso Holon, controllata di Benteler, nel gennaio 2026.
I dati finanziari mostrano che Arthur Bus ha registrato una perdita netta di circa 6,6 milioni di PLN (1,5 milioni di euro) nel 2023, seguita da perdite superiori a 19 milioni di PLN (4,3 milioni di euro) nel 2024.
L’insolvenza di Arthur Bus e lo stop operativo
Arthur Bus, appartenente all’entità tedesca Arthur Bus GmbH con sede a Monaco, ha avviato le proprie attività a Lublino nel 2021, insediando impianti produttivi nell’ex area industriale FSC e concentrandosi su autobus a celle a combustibile a idrogeno.
Nel momento di massimo sviluppo, l’azienda impiegava circa 60 persone, con una riduzione a circa 40 nei mesi precedenti la richiesta di insolvenza. Come riportato da transport-publiczny.pl, l’attività produttiva si era già fermata prima del deposito formale in tribunale, senza alcun assemblaggio in corso presso lo stabilimento.
L’insolvenza di Arthur Bus ha un impatto diretto sui contratti assegnati nell’ambito di programmi pubblici per la mobilità a idrogeno. L’azienda aveva precedentemente consegnato tre autobus a idrogeno alla città di Świdnik, nell’ambito di un contratto del valore di circa 12 milioni di PLN (circa 2,9 milioni di euro), co-finanziato dal Fondo Nazionale per la Protezione Ambientale e la Gestione delle Risorse Idriche.
Anche la società tedesca Buspunkt aveva ordinato tre veicoli, senza però riceverne alcuno.
Il progetto MPK Lublin prevedeva la rendicontazione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa entro la fine di giugno 2026. Con l’avvio delle procedure di insolvenza, la città e l’operatore municipale dovranno ora valutare le opzioni disponibili nel rispetto dei vincoli di appalto pubblico e delle regole sui finanziamenti.
Busplaner aggiunge inoltre contesto tecnico e societario alla vicenda. Osservatori del settore citati nell’articolo identificano l’Arthur H2 Zero come basato sulla piattaforma Ursus “Citysmile”, nonostante le ripetute smentite da parte del management di Arthur Bus riguardo a un legame diretto con Ursus dopo il lancio del modello.
