Come sono andate le Olimpiadi per gli autisti dei bus? La testimonianza [VIDEO]
In occasione degli eventi olimpici in Valtellina, il servizio di trasporto su gomma è stato oggetto di una complessa organizzazione logistica che, secondo la testimonianza di un autista impegnato sul campo, presenta luci, ma anche diverse ombre. Dal punto di vista della sicurezza e della presenza istituzionale l’apparato messo in campo viene descritto come imponente […]
In occasione degli eventi olimpici in Valtellina, il servizio di trasporto su gomma è stato oggetto di una complessa organizzazione logistica che, secondo la testimonianza di un autista impegnato sul campo, presenta luci, ma anche diverse ombre.
Dal punto di vista della sicurezza e della presenza istituzionale l’apparato messo in campo viene descritto come imponente ed eccellente grazie a pattuglie di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza diffuse sul territorio, mezzi di soccorso sempre pronti, assistenza lungo i tratti montani e un coordinamento costante in caso di criticità. Un dispiegamento che, sotto il profilo dell’immagine e della tutela dell’evento, avrebbe garantito standard elevati e continuità del servizio per l’utenza.
Il rovescio della medaglia
Diverso, secondo il racconto raccolto, il giudizio sulla gestione operativa degli autisti e dei mezzi. A fronte di un numero molto elevato di pullman impiegati, ben superiore – a detta del conducente – dalle reali necessità delle tre principali direttrici servite, cioè Tirano, Bormio e Livigno. Qui, sarebbero emerse difficoltà nella pianificazione quotidiana, nella chiarezza delle disposizioni e nella distribuzione dei turni. La testimonianza riferisce di frequenti incertezze operative, con indicazioni non sempre coerenti tra i vari punti di riferimento sul territorio, cambi di destinazione comunicati all’ultimo momento, lunghi tempi di attesa a vuoto lunghissimi e una gestione non uniforme delle partenze. In alcuni casi ciò avrebbe comportato squilibri nei carichi di lavoro tra i conducenti e criticità nella programmazione dei cambi turno e nelle ore di guida comunque senza conseguenze.
Segnalate anche difficoltà logistiche collaterali, come la gestione dei pasti e degli spostamenti degli autisti per i cambi servizio, pur in presenza di un centro operativo che – sempre secondo il racconto – sarebbe intervenuto con disponibilità una volta informato delle problematiche. Nel complesso la valutazione distingue nettamente tra l’esito dell’evento verso l’esterno ed i mass-media, giudicato positivo sotto il profilo dell’immagine, e dell’organizzazione interna del lavoro, che dal punto di vista di chi guida, avrebbe potuto essere più semplice, razionale e funzionale.
Una testimonianza che non pretende di rappresentare l’esperienza di tutti i conducenti coinvolti, ma che offre uno spunto di riflessione su come la gestione dei grandi eventi, spesso sostenuti da ingenti investimenti economici, possa essere ulteriormente ottimizzata anche sul piano operativo, a beneficio di chi lavora quotidianamente alla guida dei mezzi.
Cortina, dietro l’evento: dove dormono gli autisti
Dalle informazioni disponibili, la Valtellina sembra aver beneficiato di un’organizzazione della viabilità più efficace e reattiva. Tuttavia, nei grandi eventi internazionali la complessità logistica impone margini di miglioramento continui, soprattutto nella gestione operativa del personale viaggiante. A Cortina, invece – secondo fonti raccolte – 18 autisti sono stati ospitati in moduli abitativi temporanei, con due posti letto per container, tre servizi igienici e due docce complessive; le strutture risultavano pulite e riscaldate, ma senza fornitura di lenzuola e asciugamani. Un aspetto organizzativo che riporta al centro una realtà spesso poco visibile, quella dell’autista che rappresenta il fulcro operativo di eventi che muovono migliaia di persone – e rilevanti risorse economiche – garantendone ogni giorno sicurezza, continuità e funzionalità.
di Gianluca Celentano
