Carenza conducenti, il “Global Driver Shortage Report” dell’IRU: mancano 502mila autisti in Europa. Le cause e le (possibili) soluzioni
L’IRU, l’unione internazionale dei trasporti stradali, come ogni anno, ha partorito lo studio che monitora l’emergenza della carenza di conducenti per il settore del trasporto persone, ma anche merci. Il “Global Driver Shortage Report” analizza la carenza globale – perché, lo ricordiamo, non è solo un problema italiano ed europeo – che affligge la professione. […]
L’IRU, l’unione internazionale dei trasporti stradali, come ogni anno, ha partorito lo studio che monitora l’emergenza della carenza di conducenti per il settore del trasporto persone, ma anche merci. Il “Global Driver Shortage Report” analizza la carenza globale – perché, lo ricordiamo, non è solo un problema italiano ed europeo – che affligge la professione. Una crisi che si è fatta strutturale. E che ha portato l’Europa ad avere l’assenza di 502autisti. Tanti, tantissimi
Perché mancano autisti di autobus e camion
I motivi di questa emergenza ormai perenne, secondo l’IRU, sono essenzialmente tre:
- Le condizioni lavorative, sia nel trasporto persone (tpl e turismo), sia nel trasporto merci, non soddisfano le aspettative delle nuove generazioni
- Il ricambio generazionale, di conseguenza, è insufficiente: escono conducenti e non ne entrano a sufficienza
- Dopo la pandemia, il mercato del lavoro vive ancora importanti disequilibri
Il rapporto dell’IRU sulla crisi della professione
La ricerca si basa su un’indagine svolta in 19 Paesi (14 Paesi europei più Australia, Brasile, Cina, Messico e Uzbekistan) che misura:
- posti vacanti;
- composizione demografica degli autisti;
- difficoltà di assunzione;
- cause della carenza secondo le imprese
Bene, anzi, male: il tasso di carenza di autisti professionisti nel 2025 è del 13% in Europa (era del 12% nel 2024), ma è più alto in Uzbekistan (15%, contro il 9% del 2024) e Messico (14%); è invece più basso in Australia (12%), Brasile (11%) e Cina (10%, era più alto – 16% – nel 2024).
L’IRU sottolinea che in alcuni Paesi la carenza dipende soprattutto dall’invecchiamento della forza lavoro, mentre in altri è trainata dalla crescita della domanda di trasporto.
Perché i giovani non entrano nella professione
L’IRU conclude che il semplice invecchiamento della popolazione non spiega da solo la carenza di autisti. Esistono, infatti, ostacoli specifici all’ingresso nella professione:
- costo delle patenti (tra 3.000 e 7.000 euro nella maggior parte dei Paesi Ue);
- tempi lunghi per ottenere le qualifiche
Le piccole imprese di trasporto sono le più colpite
L’IRU evidenzia che: in Europa mancano circa 502.000 autisti e il tasso medio di carenza è del 13%. Ma il problema non colpisce tutti allo stesso modo. Le imprese con meno di 50 dipendenti registrano infatti il 15% di posti vacanti, mentre quelle più grandi il 9%. Perché? Le cause sono da ricercare nella minore capacità di offrire stipendi competitivi, nella più bassa disponibilità di risorse da investire in formazione e nella difficoltà di operare un iter di reclutamento strutturato ed efficace. Il punto è che il 98% delle imprese europee dell’autotrasporto è composto da piccole aziende che danno lavoro circa al 79% degli autisti.
E, ancora, altro dato preoccupante: il 45% degli autisti delle piccole imprese ha più di 55 anni; nelle grandi aziende la quota scende al 37%. L’IRU stima 660.500 pensionamenti nei prossimi cinque anni, che colpiranno soprattutto le piccole imprese.
La carenza di autisti nel trasporto passeggeri
L’IRU ha dunque analizzato l’emergenza nel solo mondo del trasporto passeggeri con autobus e coach e relativamente a due mercati, quello della Spagna, dove la carenza di conducenti è dell’8% e della Germania, 7%.
Il segmento più in difficoltà è quello della lunga percorrenza, perché rispetto al mondo del trasporto pubblico locale la domanda è variabile, le prenotazioni arrivano spesso all’ultimo momento ed è difficile pianificare il lavoro degli autisti.
Reclutare conducenti da Paesi extra UE
Secondo IRU la sola formazione e selezione interna non sarà sufficiente. Per questo propone di facilitare l’ingresso di conducenti qualificati provenienti da Paesi terzi. A tal proposito, sono in corso iniziative come SDM4EU, un progetto che sviluppa corridoi di mobilità professionale tra Marocco e Italia ed Egitto e Romania.
L’IRU sottolinea inoltre l’importanza di standard internazionali comuni per certificare le competenze dei conducenti.
