di Gianluca Celentano, conducente bus

Dietro ogni grande successo, c’è una trama intricata di sforzi invisibili, gesti silenziosi e dedizione, come quella che anima l’AN.BTI, l’Associazione Bus Turistici Italiani. La parola d’ordine è sinergia con le istituzioni locali per affrontare temi cruciali come i servizi, i parcheggi e le aree Ztl. Questo impegno è stato al centro di un convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, volto ad accelerare la realizzazione delle proposte in campo. Alla presenza di numerosi rappresentanti dei comuni italiani e del mondo istituzionale, l’evento ha messo in luce l’importanza del turismo sia in chiave economica per il Paese, sia considerando le numerose criticità che ostacolano il lavoro delle imprese rappresentate da AN.BTI.

Bus turistici: i temi sul tavolo

Il convegno è stato inaugurato da Riccardo Verona, presidente di AN.BTI, affiancato dal direttore generale dell’associazione, Andrea Camertoni, che ha presentato l’attuale drammatica situazione: «Trasportiamo ogni anno oltre 150 milioni di visitatori e turisti nelle città italiane tra mille difficoltà troppo spesso inascoltate. Paghiamo tasse esose senza poter disporre di servizi adeguati. Troppo spesso si prova a criminalizzare senza motivo la nostra categoria. Da parte nostra ampia disponibilità al confronto con spirito leale e collaborativo. È giusto che ogni Comune abbia la propria autonomia, ma deve anche ascoltare il territorio e le categorie».

Roberto Pella, Vice Presidente Vicario di ANCI, ha sottolineato l’importanza di creare un tavolo di lavoro con gli assessori comunali e AN.BTI per trovare soluzioni condivise: «È importante creare un tavolo con gli assessori comunali e voi di AN-BTI/Confcommercio per trovare una sintesi delle soluzioni tracciate oggi dagli assessori al Comune di Roma, per sviscerare tutti i temi connessi e dare risposte a una categoria come la vostra che le attende da anni».

Un settore prima inascoltato

Troppi anni di trascuratezza hanno relegato il comparto ad essere osservato con pregiudizio senza essere ascoltato. Gianluca Caramanna, Consigliere del Ministero del Turismo, ha ribadito l’urgenza di regole chiare ma equilibrate: «Credo fermamente che siano necessarie regole chiare che, tuttavia, non si irrigidiscano su un modello di chiusura che non ci appartiene, ma trovino un giusto equilibrio tra le esigenze di un comparto che rappresenta il 10% del settore del turismo e quelle dei residenti. Persiste il pregiudizio che i bus turistici portino over-tourism: non sono certamente le gite scolastiche o degli anziani che vanno nelle città d’arte, e hanno tutto il diritto di andarci, a generarlo; è necessario ascoltare le categorie per dare una risposta strutturale alle tante criticità che interessano il comparto turistico».

Le troppe limitazioni

Sull’accesso alle città, nodo cruciale per qualsiasi vettore, è fondamentale la collaborazione dei Comuni, come ribadito dal Senatore Maurizio Gasparri. Roberto Pella (ANCI) ha insistito sull’urgenza di una vera sinergia tra i comuni per un turismo efficiente: «Pagare tasse d’ingresso senza avere servizi non è più accettabile”. Non si risparmia neppure sul tema della chiusura dei centri storici, sostenendo che i vettori sceglieranno altre destinazioni più permissive.

Nonostante le criticità, c’è stata soddisfazione per le aperture politiche e per l’avvio di un confronto, anche in vista del Giubileo. Il Senatore Gasparri e gli altri intervenuti hanno sottolineato l’annoso problema delle accise, ricordando che tpl, scuolabus e linee ministeriali godono della detrazione, mentre il settore turistico, così come il merci, no.

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