Pochi giorni fa, il 15 novembre, Bonelli Bus, ha festeggiato i suoi primi 104 anni di storia. Nel luglio di quest’anno la storica azienda familiare fondata nel 1921 con sede a Riccione e giunta alla quarta generazione ha ricevuto il suo primo Irizar i8, il coach ammiraglia del costruttore basco.

Una consegna importante, che ha rappresentato un simbolico ‘sigillo’ sul 2025 di un’azienda forte di oltre un secolo di storia. Storia che abbiamo ripercorso con l’amministratore delegato Marco Bonelli.

Bonelli Bus: data di fondazione, 15 novembre 2021

Fondata nel 1921, Bonelli Bus affonda le proprie radici nel cuore della Romagna, ed oggi ha sede a Riccione. «La data ufficiale di nascita è il 15 novembre 1921: fu allora che il mio bisnonno Deo Bonelli sostituì la carrozza a cavalli con il primo mezzo a motore sulla tratta Montescudo–Rimini. Un passaggio simbolico che segnò l’inizio del nostro percorso», così Bonelli.

Tutto nasce con Deo Bonelli, appassionato di lirica, che chiamò i suoi figli Tosca, Tullia e Turiddu. È proprio quest’ultimo – Turiddu – a portare avanti l’attività, passato poi il testimone al figlio Dedeo e infine a Marco. Oggi anche la quinta generazione, con Enrico, ha fatto il suo ingresso in azienda.

Nata in ambito di trasporto pubblico, l’azienda ha conosciuto una prima fase di sviluppo nei decenni successivi, ma è con il boom turistico degli anni Sessanta che trova un nuovo slancio. In quel periodo Bonelli Bus avvia le attività di noleggio con conducente e le prime linee dedicate ai turisti della riviera romagnola. Località come San Marino, San Leo e Urbino diventano mete quotidiane dei mezzi Bonelli, che collegano la costa ai borghi dell’entroterra con linee commerciali estive.

Negli anni Settanta, con la riforma del trasporto pubblico in Emilia-Romagna, molte aziende private cedono le proprie attività ai soggetti pubblici. Bonelli Bus mantiene la propria autonomia anche quando, nel 1974, la cosiddetta “pubblicizzazione” riduce drasticamente la presenza privata nel tpl regionale. È solo dagli anni Novanta, con l’introduzione dei subaffidamenti, che l’azienda rientra progressivamente anche in questo ambito, partecipando poi alla nascita di una società consortile nella provincia di Rimini e vincendo la gara del 2004… con la quale prosegue il medesimo collegamento da cui era nata la storia dell’azienda. Un cerchio che si chiude.

Bonelli Bus: tra noleggio, linee e tpl

Oggi l’attività di Bonelli Bus, in termini di chilometri percorsi, si distribuisce su tre pilastri: noleggio (40 per cento), linee commerciali (un altro quaranta) e trasporto pubblico locale (circa il 20 per cento). È però il noleggio turistico a rappresentare la componente economicamente più rilevante. «È la parte che ci dà la marginalità più ampia. Il tpl resta una base importante, ma i margini sono limitati. Sul noleggio, invece, riusciamo finalmente a ottenere prezzi che riteniamo corretti: la domanda è più alta dell’offerta, e il mercato riconosce il valore di un servizio ben strutturato».

Un ambito particolare è quello dei collegamenti scolastici da San Marino verso le scuole italiane, attivo dal 1993. Bonelli Bus gestisce oggi quattro autorizzazioni specifiche e trasporta quotidianamente circa 600 studenti, distribuiti su una quattordicina di mezzi, tra cui sei autobus bipiano da 90 posti. 

L’impatto del Covid sul trasporto in autobus

Un momento cruciale è stato segnato dalla pandemia di Covid. Il fatturato si è ridotto da oltre cinque milioni a meno di due, costringendo l’azienda a un ridimensionamento dell’attività e dell’organico. Alcuni segmenti, come le linee verso i parchi tematici e i collegamenti legati al turismo russo – che per anni aveva rappresentato un mercato significativo grazie ai voli charter sull’aeroporto di Rimini – sono stati definitivamente sospesi. «Abbiamo tagliato tutto ciò che non dava marginalità e mantenuto solo ciò che ci garantisce equilibrio economico. Il personale si è ridotto, molti autisti non sono rientrati. Da allora operiamo con maggiore selettività».

Oggi Bonelli Bus conta 48 dipendenti, tra cui 37 conducenti, e si distingue per un’organizzazione del lavoro che punta a trattenere le risorse qualificate. L’azienda applica un contratto di secondo livello, «siamo gli unici nella zona a farlo. Storicamente abbiamo sempre cercato di dare qualcosa in più, e questo ha fatto la differenza. In un momento in cui reperire nuovi conducenti è sempre più difficile, la fidelizzazione diventa strategica», sempre Bonelli.

Transizione energetica? «Al momento osserviamo con attenzione le sperimentazioni, ma la transizione energetica riguarda oggi soprattutto il trasporto pubblico locale, non il settore commerciale o il noleggio, perché per questi ultimi non esistono ancora alternative consolidate. Soluzioni come l’elettrico, l’idrogeno o il gas liquido stanno iniziando a emergere, ma non sono ancora pienamente mature. Alcune grandi aziende possono invece sperimentare diverse tecnologie, anche grazie a risorse dedicate, ma per noi oggi la priorità resta gestire efficientemente la flotta attuale e mantenere un equilibrio economico».

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