Nicola Biscotti, Presidente di Anav, l’associazione delle imprese del trasporto passeggeri con autobus, è stato eletto nell’assemblea odierna nel Consiglio Generale di Confindustria per il prossimo biennio.

Con oltre 600 imprese associate del trasporto pubblico locale e del trasporto commerciale con autobus, Anav rappresenta un comparto di fondamentale importanza per la mobilità anche turistica del Paese e per l’impatto sull’occupazione e sul Pil nazionale. Il settore autobus nel suo complesso è infatti centrale nel processo di transizione energetica per le sue caratteristiche di sostenibilità ambientale, generando solo lo 0,7% delle emissioni di gas climalteranti totali ed essendo tra le modalità maggiormente sicure, economiche, efficienti e capillari rispetto agli altri modi di trasporto.

Il settore ha dunque un ruolo centrale ai fini del raggiungimento dell’obiettivo del Pnrr di spostare il 10% del traffico su auto private verso il sistema del trasporto pubblico e collettivo. «Lo sviluppo del trasporto pubblico locale – afferma Biscotti – è imprescindibile per il raggiungimento di una mobilità  sostenibile, ma per una vera ripartenza, dopo le recenti crisi, occorre superare i nodi critici in atto: copertura delle perdite subite nella fase emergenziale; adeguamento inflativo dei corrispettivi di servizio e del Fondo nazionale tpl, con analoghe misure anche nelle Regioni a statuto speciale; rivisitazione dei piani per il rinnovo del materiale rotabile con un approccio graduale alla transizione che preveda anche il finanziamento di autobus ad alimentazione tradizionale/ibrida di ultima generazione».

«Per il trasporto commerciale – precisa Biscotti – serve un adeguato pacchetto di misure di breve e medio termine: contenimento dei costi di esercizio, esclusioni e fissazione di massimali per l’accesso dei bus alle Ztl urbane, risorse per il rinnovo sostenibile del parco autobus, realizzazione e ammodernamento di autostazioni e infrastrutture di servizio e misure che garantiscano il corretto funzionamento del mercato e riconducano espressamente le imprese del settore nel novero delle imprese turistiche».

E infine la generale grave carenza dei conducenti di autobus, stimabile in almeno 13mila unità, che rischia di compromettere la ripresa economica e i flussi di mobilità. «Le Academy delle nostre aziende – conclude Biscotti – stanno portando ottimi risultati, ma non basta e l’attuale processo di revisione della direttiva patenti può essere utile non solo per ridurre il limite anagrafico di accesso alla professione e trovare una soluzione al problema degli elevati costi, ma anche per consentire il riconoscimento delle patenti dei conducenti dei paesi terzi».

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