Il primo autobus Iveco per Atm Milano stanno arrivando. L’Urbanway da 12 metri low floor diesel è già operante su alcune linee mentre il 18 metri ibrido è in fase di ‘tuning’ (aria condizionata e alcuni dettagli in tema di software). Dettagli, nei prossimi giorno le prime unità arriveranno a Milano e saranno impegnate su alcune  linee pensionando attempati 18 metri diesel

L’appalto degli ibridi è stato aggiudicato a Iveco e consiste nella fornitura di 120 autobus ibridi, omologati secondo la Direttiva 2007/46/CE, per il servizio pubblico di linea. La fornitura comprende anche la manutenzione full service per cinque anni. L’appalto è stato aggiudicato per un importo complessivo di euro 59.230.080 + Iva, corrispondente a un ribasso del 24,3% rispetto alla base d’asta, a testimonianza che il ricorso alle gare ad evidenza pubblica rappresenta uno strumento oltre che di massima trasparenza anche di efficacia nell’ottimizzazione dei costi. La consegna del primo veicolo è prevista entro quattro mesi dalla stipula del contratto e quindi entro giugno 2017.

Atm Milano ha la flotta più giovane d’Italia

Con questo ulteriore ordine l’età media della flotta Atm, che è già la più bassa d’Italia, si confermerà sempre più in linea con quella della capitali europee. Gli investimenti porteranno a un ulteriore miglioramento del servizio, con la riduzione delle emissioni inquinanti in un’ottica sempre più eco-sostenibile. Inoltre, grazie alla tecnologia “stop and go” e alle fasi di arresto e ripartenza “full electric”, i 120 bus ibridi consentono un consumo notevolmente inferiore, con un risparmio dei consumi pari almeno al 15%. Nell’ambito del piano d’impresa 2017-2019, si ricordano anche i nuovi 125 autobus tradizionali da 12 metri, attualmente in fase di realizzazione e con i primi due lotti da 76 mezzi complessivamente già in consegna a partire dal mese di luglio 2017.

Iveco, bus anche per Digione e Parigi

I modelli offerti da Iveco sono i gemelli di quelli che attualmente circolano a Bologna. Iveco bus ha una lunga esperienza in materia. Già nel 2012 aveva consegnato 102 ibridi, 41 standard e 61 autosnodati, alla città di Digione, in Francia. E altre decine di modelli sono in servizio Poitiers, Tolone, Monza, Parigi e sull’isola di La Reunion. Ma non solo. I diesel-elettrici prestano servizio anche a Rouen, Annecy e Bordeaux.

L’autobus qui ritratto è parte della commessa di Iveco per Milano e rappresenta un ‘saldo’ per un tender coperto parzialmente da Solaris. Ma ripercorriamo la storia. Il 15 gennaio scorso, con una sentenza che farà storia, il Consiglio di Stato ha accolto le istanze sollevate da Iveco bus. Atm Milano, non potendo più acquistare da Solaris i rimanenti 125 autobus Classe I da 12 metri oggetto del contratto quadro da 250 bus, ha firmato un accordo con Iveco per chiudere il contratto con altri 120 bus Classe I.

Atm Milano, Iveco vince il ricorso

Secondo l’istanza presentata da Iveco, e accolta dal giudice, l’offerta di full service di Solaris presentava alcune anomalie. Con la sentenza di gennaio il Consiglio di Stato ha messo così la parola fine a una storia che si trascina dal 23 dicembre 2013 quando la gara in oggetto era stata vinta da Bredamenarini (all’epoca ancora Finmeccanica) e poi, a causa di un eccesso di ribasso, aggiudicata a Solaris. Iveco, già all’epoca, aveva alzato il braccio facendo ricorso. Il 16 aprile 2015 il Tar revoca la sospensiva e il giorno dopo Atm firma il contratto con il Gruppo polacco. Il Tar, in quell’occasione, non ritenne gli argomenti sollevati da Iveco «tali da supporre un errore di procedura da parte di Atm di Milano». Finita qui? No. Da qui la parola passa al tribunale regionale amministrativo che nel giugno del 2015 scrive nero su bianco che Atm Milano deve risarcire Iveco Bus per il mancato introito e acquistare i rimanenti 125 autobus oggetto della gara d’appalto da Iveco. Sentenza a cui la stessa Atm risponde con il ricorso al Consiglio Stato in quanto non condivide «le argomentazioni di fatto e di diritto espresse dal Giudice, frutto anche di una lettura parziale dei dati economici di riferime.nto, pur nel rispetto della sentenza». Il 15 gennaio scorso la risposta del Tar è arrivata. Ed è stata quella definitiva.

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