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Atac, il Senato dà l’ok all’amministrazione straordinaria. L’ordine del giorno votato ieri a palazzo Madama impegna il governo «a verificare la situazione economico-finanziaria dell’Atac» in modo da giudicare «se sussistano le condizioni per porre in essere procedure idonee a sostenere il rilancio dell’azienda anche attraverso procedure straordinarie».

Il documento è firmato da Pd e Forza Italia ed è stato approvato con 181 sì, 49 no e 9 astenuti. Vi si menziona la «possibilità di collocare temporaneamente la partecipazione dell’Atac all’interno di un organismo statale dotato delle necessarie competenze, affidando contestualmente ad una struttura tecnica scelta ad hoc il compito del risanamento industriale e patrimoniale dell’azienda». In poche parole, il Senato propone il commissariamento dell’azienda e il suo passaggio ad una struttura statale, per far fronte al debito che tiene l’azienda sull’orlo del default. Il voto ha aperto una pagina di scontro politico incandescente: per i Cinque stelle, che governano la capitale, «i partiti vogliono mettere le mani su Atac». La giunta Raggi ribadisce che l’azienda deve rimanere pubblica.

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