Meno ferrovie concesse, più autobus. È la strada che si snoda davanti ad Atac, al centro di una procedura di concordato preventivo. Nel documento presentato ai magistrati è previsto l’addio alle ferrovie concesse Roma-Lido, Roma-Viterbo, Roma-Giardinetti e l’incremento del trasporto su gomma. Ne scrive oggi Il Messaggero.

Più ore di lavoro e spostamento dei dipendenti

Il piano per il concordato prevede anche l’uscita dalle competenze di Atac della gestione dei parcheggi a pagamento, ma non delle linee metropolitane. Secondo il documento i livelli occupazionali saranno tutelati a patto che aumenti la produttività: un accordo con i sindacati prevede l’incremento dell’orario settimanale da 37 a 39 ore per gli autisti di superficie ma sacrifici saranno richiesti anche ai macchinisti delle metropolitane. Inoltre per combattere l’evasione tariffaria saranno spostati 100 dipendenti dagli uffici ai mezzi. Atac si è vista recentemente prorogare l’affidamento del servizio fino al 2021.

Atac sommersa dai debiti

Per quanto riguarda i debiti, il «passivo concordatario» ammonta a 1 miliardo e 603 milioni, di cui quasi 1,3 miliardi per debiti. Atac nel concordato prevede di saldare i crediti prededucibili al 100%, mentre quelli chirografari al 31% in tre anni. Il resto, è la proposta dell’azienda, in obbligazioni emesse dopo il 2021. L’azienda si impegna a versare subito 357 milioni di euro. Nel piano si legge inoltre che «La produzione complessiva di servizio tpl erogata dalla società risulta in continua decrescita fra il 2010 e il 2016».

 

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