di Gianluca Celentano, conducente bus

L’autista non come soggetto generico

Il viaggio ha inizio con un concetto etico: chi è l’autista in Italia? Se scorriamo i vocabolari alla voce autista c’è un po’ di confusione. Infatti rappresenta la figura professionale del guidatore, ma anche alla voce automobilista si accomunano spiegazioni ambigue: chi si occupa di automobili, o pratica lo sport dell’automobilismo; quindi un professionista. Anche scorrendo alla voce conducente non si va molto lontano dal concetto di autista. La differenza tra i vari nomi è chiaramente in tasca, nella patente. Siamo accomunati da un appellativo “generico”, l’autista, che abbraccia però un’enormità di soggetti, ragion per cui è difficile trasmettere con fiducia la nostra professionalità, soprattutto ai giovani. Solo il contratto autoferrotranvieri ha coniato un termine interessante ma scomodo da pronunciare: operatore d’esercizio, a cui è correlata ai sensi dell’art. 358 del codice penale la figura dell’ incaricato di pubblico servizio, come nel tpl.

Il lavoro del conducente non può essere un ripiego

La normativa sul CQC recependo la direttiva UE 2018/645 di modifica delle precedenti linee guida  2003/59/CE e 2006/126/CE ha approvato un decreto legislativo per estendere l’obbligo del cqc a tutti i conduttori sopra le 3,5 ton. Infatti c’era stata una male interpretazione, come mi spiega un titolare di un’autoscuola, tra i conducenti in conto terzi (adibiti ai servizi) e quelli in conto proprio, sostanzialmente gli artigiani. In soldoni capitava e forse capita ancora, che  il veicolo venisse utilizzato come strumento collaterale all’attività principale dell’impresa, ad esempio nel campo edile, di ristrutturazioni o gruppi sportivi, oratori etc. Qui l’operaio risultava con una busta paga non da conducente ma idonea ad per altre mansioni; una ridimensionamento alla professione di guida. Sotto la lente dei controlli erano finiti i periodi di guida lunghi dei lavoratori in conto proprio che arbitrariamente non possedevano il cqc. Quindi un primo giro di vite a favore della professionalità dell’autista il quale, in qualsiasi settore, ha doveri e responsabilità legati alla sola mansione del conducente.

Mestiere unico e specifico

Dopo il conseguimento di una patente superiore che oggi richiede conoscenze ancor più approfondite, lo step del cqc è essenziale oltreché fondamentale per tutelare la nostra immagine professionale. Sulla patente ci sarà solo la certificazione del codice d’armonizzazione europeo 95, ma scopriremo che in realtà l’ autista è davvero molto di più.
Non basta come abbiamo riportato in diverse occasioni possedere una patente per essere dei conducenti, devi guidare ogni giorno come ci spiega Roby Merlini.
Questo è uno dei motivi per il quale questo mestiere non può essere un ripiego ne tanto meno improvvisato,  semmai dev’essere una sana vocazione assolutamente non per tutti.

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