AMARCORD / La storia del filobus a Vicenza: un secolo di luci e ombre
La storia del filobus a Vicenza ha inizio il 18 novembre 1927, anche se questa può essere considerata un’inaugurazione parziale con soli tre veicoli in dotazione, ovvero le elettromobili ad accumulatori costruiti da Rognini & Balbo nel 1925, e in quest’occasione trasformati in filobus a una sola porta. Il 22 ottobre 1928 la AIM (Aziende […]
La storia del filobus a Vicenza ha inizio il 18 novembre 1927, anche se questa può essere considerata un’inaugurazione parziale con soli tre veicoli in dotazione, ovvero le elettromobili ad accumulatori costruiti da Rognini & Balbo nel 1925, e in quest’occasione trasformati in filobus a una sola porta.
Il 22 ottobre 1928 la AIM (Aziende Industriali Municipali, fondata a Vicenza nel 1906) iniziò il servizio filoviario vero e proprio, con l’apertura della linea 1 dalla stazione ferroviaria a Borgo Padova, passando per il centro cittadino: un itinerario di tre chilometri che andava a sostituire la tranvia sul medesimo percorso. Oltre ai tre elettromobili trasformati, erano dunque disponibili sette nuovi filobus, costruiti nel 1928 sempre da Rognini & Balbo, che curò la carrozzeria, la parte meccanica e l’equipaggiamento elettrico. Numerati da 31 a 37, resteranno in servizio per 26 anni, fino al 1954, mentre le tre vetture d’origine, numerate da 15 a 17, saranno dismesse nel 1950.
Già nel 1927 era in allestimento la seconda linea, inaugurata poi nel 1928, dal centro al Borgo San Bortolo. Il capolinea del centro era situato in Corso Principe Umberto I, l’attuale corso Andrea Palladio; le ridotte dimensioni delle vie percorse costrinsero sempre AIM ad acquisire vetture di ridotte dimensioni, circa otto i metri di lunghezza, come anche i 18 filobus acquistati in più riprese dal 1950 al 1957.
Una particolarità dell’infrastruttura era lo ‘scartamento ridotto’ del bifilare, ossia la distanza tra i due fili, che era di 40 centimetri al posto dei 60 centimetri delle altre reti.
Più forte della guerra
Negli anni Trenta la filovia riscosse un buon successo di pubblico; la linea 1 fu estesa nel giro di poco tempo. Poi, con i Quaranta, i danni della seconda guerra mondiale furono ingenti, ma alla fine del conflitto la rete fu velocemente ripristinata. E non solo: c’era anche la necessità di avere a disposizione nuovi veicoli.
Gli anni Cinquanta possono essere considerati il periodo di massimo splendore per le filovie di Vicenza, con nuovi prolungamenti, la nuova linea 5 e nuove vetture. La linea 1 fu infatti prolungata fino alla Madonna della Pace, nel quartiere della Stanga: per il servizio era previsto un impegno fino a otto filobus con una frequenza di circa sette minuti. La linea 2 raggiunse le nuove aree residenziali di via Lamarmora e via San Martino; la linea prevedeva un impegno fino a tre veicoli, con dieci minuti di frequenza.
Novità importante fu la linea 5, convertita da automobilistica in filoviaria nel settembre 1957, che collegava la stazione ferroviaria con il quartiere dell’Anconetta. Fino a piazza XX Settembre il percorso era in comune con la linea 1, e prevedeva un impegno fino a sette filobus.
Il rinnovamento della flotta
Il parco veicoli fu oggetto di importante ammodernamento. Dopo aver provato nel 1948 sulla linea 1 un Alfa Romeo Caproni Vizzola, ci si orientò su veicoli forniti da Savigliano che, come fece Rognini & Balbo, curò sia la carrozzeria che le parti elettrica e meccanica. Consegnate nel 1950 e numerate da 40 e 44, i veicoli furono ammodernati nel corso della loro ventennale carriera: le vetture 41 e 44 dalla Carrozzeria Dalla Via di Schio e le altre direttamente da AIM.
Altri cinque filobus, numerati da 45 a 49, arriveranno a Vicenza nel 1954, con telaio ed equipaggiamento elettrico curati da Savigliano, ma allestiti da Garavini, che sarà coinvolto anche nell’allestimento degli altri due veicoli (50 e 51), consegnati nel 1955. Nel 1957, invece, fu scelto il nuovo modello Fiat 2404, contemporaneo dei più grandi Fiat 2401 e 2411, realizzato, oltre che per Vicenza, anche per Ferrara (in sette unità) e Perugia (in due).
I sei esemplari di Vicenza furono gli unici ad essere realizzati con carrozzeria Dalla Via ed equipaggiamento elettrico Marelli. Lunghi 8,5 metri, numerati da 52 a 57, i 2404 Dalla Via erano caratterizzati da un frontale impreziosito da un mascherone simile a quello dei corrispondenti autobus in servizio a Vicenza. Potevano ospitare fino a 58 passeggeri, di cui 17 seduti, mentre la livrea era sempre verde bitonale.
La fine… e il progetto LAM Rossa
Per cinque anni la rete filoviaria raggiunse la sua massima estensione, di circa 10 chilometri, ma durò poco: già il primo luglio 1962, in occasione di una ristrutturazione della rete, fu soppressa la linea 2, e sostituita con autobus. Nonostante la presenza di materiale rotabile di recente costruzione, la rete filoviaria vicentina venne chiusa il 12 giugno 1970.
Come già accaduto in altre città d’Italia, in anni recenti si è pensato di reintrodurre il filobus, ma alla fine l’attuale gestore de l tpl a Vicenza, ovvero SVT (nata nel 2016 dalla fusione tra AIM e FTV) ha optato per la tecnologia flash charging per la futura linea LAM Rossa; si tratta di una linea ad alta mobilità che si svilupperà lungo l’asse est-ovest della città, collegando via Zamenhof, il centro storico, la stazione e la Fiera. La fine dei lavori è prevista per il 2028 e la linea sarà esercita da 16 autobus elettrici LighTram di Hess, da 18 metri di lunghezza, che saranno ricaricati presso stazioni di ricarica selezionate lungo la linea utilizzando la tecnologia di ricarica flash di Hitachi Energy.
Stefano Alfano

