PROFESSIONE CONDUCENTE / Benvenuti a bordo!
La prima puntata della nuova rubrica dedicata agli autisti. Oggi inizia il viaggio alla (ri)scoperta di un lavoro prezioso, ma in crisi Se vi state chiedendo se questo articolo e quelli che seguiranno sostituiranno la rubrica online di AutobusWeb che racconta il mestiere dellāautista, la risposta ĆØ no. Ć, piuttosto, il preludio a una novitĆ : […]
La prima puntata della nuova rubrica dedicata agli autisti. Oggi inizia il viaggio alla (ri)scoperta di un lavoro prezioso, ma in crisi
Se vi state chiedendo se questo articolo e quelli che seguiranno sostituiranno la rubrica online di AutobusWeb che racconta il mestiere dellāautista, la risposta ĆØ no. Ć, piuttosto, il preludio a una novitĆ : dal 2026 āVita da autistaā arriverĆ ogni mese anche sulle pagine di questa rivista.
SarĆ uno spazio dedicato ai servizi con lāautobus visti da dentro, con lo sguardo di chi guida tutti i giorni e con qualche contributo dai colleghi sparsi per lāItalia. Un racconto dal posto guida, perchĆ© ā diciamolo ā finora gli autisti non hanno mai avuto lāoccasione di raccontarsi davvero su una rivista specializzata.
La mia storia e quella di tutti
āChe cāĆØ di strano? Lei ĆØ un autista con la passione per la scritturaā. Me lo disse anni fa un colonnello dello Stato Maggiore dellāEsercito, quando mi avvicinai per chiedergli informazioni sui mezzi militari per unāaltra testata. Quella frase riassume bene i due lati del mio percorso: la guida e la curiositĆ di raccontare. A tutte le aziende in cui ho lavorato ā e di cui proporrò un focus specialistico sulle diverse attivitĆ dellāautista ā devo dire grazie, perchĆ© lāesperienza si costruisce sul campo, servizio dopo servizio.
Eppure, in anni in cui gli autisti non erano cosƬ richiesti, la mia passione per la scrittura veniva spesso vista con diffidenza, quasi fosse unāanomalia in un settore che, da fuori, sembra votato alla sola āconcretezzaā. Paradossalmente, proprio dove ci si aspetterebbe maggiore riservatezza ā lāambiente militare ā scrivere, osservare e raccontare ĆØ considerato un valore. Ecco perchĆ© ho citato la frase del colonnello. Ć probabile che giĆ allora fosse chiaro che posto guida e penna, insieme, possono raccontare un mondo che raramente si mostra.
Non mi definisco āgiornalistaā nel senso tradizionale; preferisco pensarmi come un āGiornAutistaā, uno che guida e racconta, con onestĆ e obiettivitĆ . Un punto di vista forse nuovo, ma autentico. Non perchĆ© serva un titolo per raccontare la veritĆ della strada, ma perchĆ© il giornalismo, come la guida, ĆØ prima di tutto responsabilitĆ .
Il mestiere dellāautista ĆØ poliedrico: non cāĆØ un āprimo appuntamentoā uguale per tutti. Ci sono gavetta, strada, osservazione e capacitĆ di imparare. Ho iniziato a scrivere per AUTOBUS poco prima del 2016 per raccontare ciò che vedevo ogni giorno. Allāepoca nessuno dava voce diretta agli autisti e circolavano opinioni spesso fantasiose; se la passavano meglio i ācuginiā camionisti, quanto a narrazione della vita su strada.
SarĆ uno spazio dedicato ai servizi con lāautobus visti da dentro, con lo sguardo di chi guida tutti i giorni e con qualche contributo di colleghi. Un racconto dal posto guida, perchĆ©, diciamolo, finora gli autisti non hanno mai avuto lāoccasione di raccontarsi a su una rivista specializzata. Parleremo della vita dellāautista alla prese con le varie realtĆ che può incontrare: scuolabus, turismo e gite scolastiche, tpl, transfer sportivi, navette aziendali e viaggi religiosi. Guidare un autobus significa molto più che portare persone da un punto allāaltro: ĆØ interpretare ogni giorno un ruolo diverso, mescolando tecnica, pazienza e carattere
Cosa vi racconteremo
Il primo appuntamento con voi lettori arriverĆ a gennaio e riguarderĆ un servizio delicato e utilissimo: lo scuolabus. Ricordi ancora vivi, come i tanti disegni regalati dai bambini. Oltre allāaspetto quasi āgenitorialeā richiesto allāautista, affronteremo lo scarso appeal di questi servizi per molti conducenti; non mancano, infatti, discussioni con le famiglie, attese, orari frazionati e soprattutto retribuzioni spesso basse. Centrale anche il tema degli appalti, talvolta con ombre che destano perplessitĆ .
Poi sarĆ la volta del turismo e delle gite scolastiche. Qui si va a fortuna, inutile girarci attorno. Può filare tutto liscio, oppure i giovani ā soprattutto gli adolescenti ā possono rendere necessario lāintervento deciso dellāautista quando i professori non bastano. Non sempre cāĆØ un guadagno extra, e non di rado si registrano danni agli interni. Capitano richieste di tratte lunghissime, spesso in compresenza, dimenticando che il secondo autista non ha un sedile realmente idoneo al riposo. Eppure, pur dove servirebbe un aereo, il bus resta sempre la prima scelta.
Analizzeremo anche il mondo del tpl, quella scelta spesso ideale per chi, dopo anni di noleggio, cerca regolaritĆ più che tranquillitĆ . Il contratto autoferrotranvieri offre garanzie e un controllo sindacale costante, ma le criticitĆ non mancano; aggressioni, orari, lacune organizzative, burnout e abbandoni anche dopo pochi mesi. In Italia ā fonte Agens ā gli autisti professionali sono circa 90.000, ma solo 1 su 4 lavora nel Tpl, mentre la maggioranza (3 su 4) opera nel turismo e nel noleggio.
Dunque sarĆ la volta delle autolinee, settore che piace a chi ama macinare chilometri. In genere rientra nel contratto autoferrotranvieri, ma molto dipende dal vettore e dallāorganizzazione. Le testimonianze mostrano situazioni molto diverse. La prima criticitĆ riguarda gli stipendi, ma chi svolge queste tratte ha diritto a due riposi dopo i lunghi rientri, anche se spesso ĆØ necessario far valere i propri diritti quando qualcuno propone scorciatoie poco ortodosse. A volte non si tratta di obbligo, bensƬ di semplice accondiscendenza ā o, peggio, mancanza di consapevolezza ā e questo crea imbarazzo verso chi cerca di rispettare lāetica del settore.
Quindi i transfer sportivi, che non sono servizi molto amati, cāĆØ chi li evita perchĆ© si diventa una sorta di āpallina da ping-pongā tra hotel e centri sportivi, con riposi limitati e pasti lasciati un poā al caso. Quando atleti e atlete salgono e scendono dal bus durante le soste, lāautista deve mantenere un livello di attenzione elevato e non può riposare, mentre alcune strutture ā soprattutto quelle scelte al ribasso ā tendono a concentrarsi più sul gruppo che sugli autisti, trascurando esigenze basilari come pasti adeguati. La categoria, però, va divisa: dai gruppi sportivi occasionali alle squadre facoltose che stipulano contratti strutturati e dispongono di pullman personalizzati, dove ā in quel caso ā lāautista diventa quasi un re.
E, ancora, le navette aziendali: comode, utili e a metĆ tra tpl e transfer breve. Qui la mia esperienza ĆØ lunga e, quasi sempre, caratterizzata da orari certi, stessi passeggeri e percorsi flessibili. Non sono servizi ambiti da chi vuole occuparsi solo di turismo, ma formano moltissimo sui punti cardine della professione: puntualitĆ , pazienza e gestione pratica sono elementi fondamentali. A volte mancano aree di sosta per lāattesa e occorre capire al volo quando āandare sotto caricoā senza intralciare il traffico. Capita anche che il più sorridente e cordiale degli habituĆ© sia poi quello che, allāinsaputa di tutti, invia e-mail di lamentela al capo.
Infine i viaggi religiosi. Per molti, lāingresso nel settore autoservizi passa da navette e viaggi religiosi, a meno che non si scelgano le linee o il tpl. I margini economici non sono sempre gratificanti e può capitare di raggiungere localitĆ poco agevoli con il bus. I gruppi sono tranquilli, ma occorre programmare con cura soste e regole. Il clima religioso a bordo richiede sensibilitĆ e, quasi sempre, dal microfono a tutto volume non mancano le preghiere del capogruppo, che allāinizio possono spiazzare. Con il settore che si apre anche a conducenti extra-Ue, sarĆ interessante vedere come diverse confessioni riusciranno a convivere in questi servizi. Per ora, tutto sembra procedere senza problemi.
Guidare un autobus significa molto più che portare persone da un punto allāaltro: ĆØ interpretare ogni giorno un ruolo diverso, mescolando tecnica, pazienza e carattere. Insomma, essere un poā marinai dellāasfalto. Con questa rubrica proverò a restituire tutto questo, senza filtri, con il rispetto che si deve a un mestiere spesso dato per scontato. Se vi va, ci ritroviamo ogni mese dal posto guida, e un poā anche tra le righe⦠a presto!
Gianluca Celentano
