Il trasporto pubblico è uno specchio della società e, ogni giorno, milioni di persone salgono su bus e metropolitane, portando con sé storie, abitudini e prospettive diverse. Ma chi sono davvero i passeggeri di oggi? E come cambia la loro composizione in base al mezzo utilizzato?

Metropolitana: il mezzo di tutti

Nelle grandi città dotate di una rete metropolitana, la varietà dell’utenza è sorprendente: dal manager in giacca e cravatta allo studente universitario, fino all’operaio in viaggio verso il lavoro, tutti condividono lo stesso spazio per un breve tratto del loro percorso quotidiano.

Grazie alla sua rapidità e frequenza, la metropolitana è il mezzo più ambito per muoversi in città, garantendo collegamenti veloci tra i principali snodi urbani. Tuttavia, non è esente da criticità: da un lato, molti utenti sono costretti ad attendere a lungo mezzi di superficie poco frequenti per raggiungerla; dall’altro, in caso di interruzioni del servizio ferroviario — una circostanza tutt’altro che rara — mancano spesso collegamenti alternativi efficienti.

Bus urbani: un servizio di nicchia?

Le cose cambiano radicalmente quando si analizza l’utenza dei bus urbani, specialmente nei capoluoghi. Qui i passeggeri sono prevalentemente anziani, operai e molti immigrati. Il bus offre capillarità e connessione con i quartieri periferici, ma a discapito della velocità tipica della metropolitana, un aspetto che non dipende dalle aziende, né tantomeno dai conducenti!

Nelle cittadine di provincia ben organizzate, il trasporto pubblico locale si trasforma in un servizio essenziale per collegare i residenti alle stazioni ferroviarie e alle città limitrofe. Qui i bus sono una garanzia di mobilità più che una scelta e, in alcuni casi, sono ambiti quanto una metropolitana. L’alternativa per i più giovani (e non solo) sono i monopattini, che hanno quasi surclassato gli scooter.

L’evasione tariffaria: una piaga economica e sociale

Uno dei temi più discussi è l’evasione tariffaria. È innegabile che una fetta consistente di passeggeri, soprattutto su certe linee, non paghi il biglietto. Questo fenomeno è più evidente sui bus, dove il controllo è più difficile rispetto alla metropolitana.

Molti conducenti preferiscono evitare conflitti e tollerano la presenza di passeggeri non paganti, a patto che questi mantengano un comportamento corretto a bordo. Tuttavia, i mancati introiti raggiungono cifre impressionanti, somme che potrebbero essere reinvestite per migliorare il servizio o finanziare i rinnovi contrattuali senza dipendere dai fondi pubblici.

Il comportamento a bordo conta più della provenienza

Se da un lato l’evasione tariffaria è un problema concreto, dall’altro è importante distinguere tra chi si comporta in modo rispettoso e chi crea disagi.

Per esperienza diretta, ho notato che proprio alcuni passeggeri stranieri sono tra i più inclini ad aiutare gli altri. Non è raro vedere giovani immigrati aiutare un’anziana signora a scendere dal bus, un gesto di cortesia che contrasta con l’indifferenza di chi è troppo assorto nello schermo del proprio smartphone o che evita di cedere il proprio posto.

 Da New York all’Italia, un equilibrio da trovare

Non si tratta di giustificare chi non rispetta le regole, anzi, ma di riconoscere che il pregiudizio non deve negare a nessuno la possibilità di dimostrare il proprio valore. La criminalità non ha nazionalità, e ogni società ha le sue ombre. Se vogliamo migliorare il trasporto pubblico e il clima a bordo, dobbiamo distinguere tra chi crea problemi e chi è parte della soluzione. Ma come affrontare chi non paga il biglietto?

L’MTA di New York perde quasi 690 milioni di dollari all’anno per l’evasione tariffaria su metro e bus, un fenomeno in crescita, soprattutto sugli autobus, dove nel 2023 il 45% dei passeggeri locali ha viaggiato senza pagare. Le soluzioni proposte puntano su educazione, tariffe agevolate, nuove tecnologie di controllo e un’applicazione più mirata delle sanzioni. Tuttavia, l’eccessivo ricorso alla polizia solleva dubbi su discriminazioni e costi elevati. Alcuni esperti propongono un approccio più equo, con l’espansione del programma Fair Fares – iniziativa sociale del Comune di New York che offre sconti sui trasporti – per ridurre la dipendenza dalle tariffe nell’auto-finanziamento del trasporto pubblico.

Oltre la semplice analisi, è essenziale ricordare che bus e metro non sono solo mezzi di trasporto, ma spazi di convivenza e, se vogliamo, anche di cultura e integrazione.

di Cristian Guidi

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