Inizia in flessione del venti e rotti per cento il 2026 del mercato dell’autobus italiano. Certo, è solo il primo mese dell’anno, ma il segno meno è destinato a caratterizzare l’annata appena iniziata: il 30 giugno scadrà il Pnrr. Rispetto a gennaio 2025, al 31 gennaio 2026 si sono perse 106 targhe, passando da 476 a 370 immatricolazioni sopra le 8 tonnellate di massa a pieno carico, -22,3% su base annua.

Tre i dati che balzano all’occhio: il 40% delle unità registrate dall’Anfia è rappresentato dai turistici (sono 148); il 58% dei nuovi veicoli è a motore convenzionale diesel (215); il 9% del totale dei mezzi è a idrogeno (33).

Autobus urbani, interurbani e turistici a gennaio 2026

Come anticipato, la maggioranza relativa è dei coach a quota 148 pezzi, seguiti dai Classe I con 134 immatricolazioni (di cui oltre la metà sono elettrici a batteria), pari al 36,2% del totale. In grande sofferenza in questo primo mese i Classe II, che cedono il 43,6% su gennaio 2025: si fermano a 88 pezzi, per il 23,8% del totale.

Le alimentazioni: diesel in crescita, cala l’elettrico

215 targhe delle 370 complessive, ovvero il 58%, sono diesel, che rispetto al gennaio scorso recupera 9,3 punti percentuali, anche grazie a 4 unità a bio-carburante. E se il gasolio cresce, scende del 14,6% la tecnologia dell’elettrico: 70 gli e-bus registrati, pari al 19% del totale. Crollano ibrido e gas: appena 5 gli autobus ibridi (erano 87 a gennaio 2025), mentre sono 47 quelli a gas (46 Cng e 1 Lng), per uno share rispettivamente dell’1,3% e del 12,7%. Infine, da segnalare anche 33 immatricolazioni di autobus a idrogeno (9%), tutti targati Solaris.

La classifica provvisoria dei costruttori

Iveco Bus a gennaio cede la vetta a favore di Daimler Buses, capace di mettere a referto 85 immatricolazioni: 50 Mercedes-Benz e 35 Setra. A quota 58, invece, Iveco. Terza piazza per Scania con 36, all’interno delle quali sono calcolati anche i veicoli Irizar su chassis del Grifone; e a proposito di Irizar, i mezzi integrali sono 7. A quota 36 anche Yutong (peraltro tutti e-bus), seguita da MAN con 34 (23 mezzi del Leone e 11 del brand Neoplan), e da Solaris con 33 (tutti a idrogeno). Dunque Otokar con 22, Isuzu con 20, BYD con 13 (tutti elettrici), Temsa con 12, Menarini con 10, Karsan con 3 e BMC con 1.

Ed è appunto Yutong con 33 a guida la “sotto-classifica” delle immatricolazioni elettriche. A 17 c’è Iveco Bus, a 13 BYD, a 3 Karsan e a 1 BMC.

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