«Con Geely abbiamo firmato un accordo di partnership. Non è ancora avvenuta la cessione del 25% del capitale di Menarini al partner cinese, ma avverrà non appena avremo completato e condiviso il piano della Joint Venture su cui stiamo lavorando. Entro agosto». Così Vittorio Civitillo, amministratore delegato Seri Industrial, proprietaria di Menarini dall’estate 2024, nell’intervista rilasciata al Sole 24 Ore nella quale ha parlato del futuro del costruttore di Bologna e Flumeri (Avellino).

Futuro sul quale i sindacati vogliono vederci meglio e infatti una manciata di giorni fa, al termine dell’incontro al Ministro delle Imprese e del Made in Italy, hanno chiesto ulteriori chiarimenti sul piano industriale e sul nuovo assetto societario che prevede l’ingresso del colosso cinese Geely Group. Ingresso annunciato negli scorsi mesi ma non ancora ufficializzati, come peraltro confermato dalle parole di Civitillo al quotidiano di Confindustria.

«Abbiamo rilevato IIA, ridenominata Menarini, a luglio e abbiamo trovato una situazione drammatica. L’attività era ostacolata da un enorme contenzioso tra azienda e fornitori e, di conseguenza, le forniture di componenti e materie prime erano discontinue. Oggi il contenzioso è azzerato. Il processo di normalizzazione della catena di approvvigionamento è quasi completato», dice Civitillo. Che aggiunge: «La riorganizzazione non è completa, ma è in fase avanzata. Su una metà delle isole produttive dello stabilimento di Flumeri la produzione è prossima al target di 2 autobus al giorno. Stiamo intervenendo sull’altra metà. Il piano per l’anno 2025 prevede 500 autobus con una produzione giornaliera crescente nel corso dell’anno».

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