Come vi avevamo raccontato nei giorni scorsi dell’incontro in programma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy tra le i sindacati per dissipare i dubbi degli stessi sul piano industriale e il nuovo assetto societario di Menarini, ovvero dopo l’annuncio dell’ingresso dei cinesi di Geely Group.

Al termine del confronto al dicastero di Adolfo Urso, le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Uglm hanno diramato una nota congiunta parlando di “molte nebbie sul piano industriale e sul nuovo assetto societario”. Ma procediamo con ordine…

«È stato definito positivamente l’accordo di gestione per lo stabilimento di Bologna (tra riconversione dei lavoratori nell’ambito di ricerca e sviluppo, after sale e piano sociale per chi accederà alla pensione nei prossimi anni), ora si pone il tema delle assunzioni e delle stabilizzazioni così come previsto.
Nella realtà, però, questo processo è ritardato e, anche numericamente, in linea con quanto comunicatoci nel corso dell’ultimo incontro
», si legge nel comunicato. Che segue ponendo l’accento sugli obiettivi produttivi: «Per quanto riguarda il processo produttivo siamo molto lontani dall’obiettivo di raggiungere la soglia dei 5 bus al giorno. Questo perché ancora sussistono molti problemi in relazione alla catena di fornitura.  Il numero di 500 bus da produrre nel corso del 2025 significa dovere raddoppiare l’attuale produzione».

Dunque, si legge ancora: «È evidente che sono necessari forti investimenti in formazione, organizzazione del lavoro e innovazione di ciclo produttivo. Al netto delle risorse riversate da Leonardo e Invitalia (azionisti usciti i primi e rimasti al 2% i secondi), al fine di sanare i buchi prodotti nella precedente gestione, erano stati annunciati, e oggi confermati, 50 milioni di euro di investimenti da parte di Civitillo. Ma ancora non è chiaro come e quando verranno utilizzati».

Infine, i sindacati si esprimono sul partner cinese: «Circa l’ingresso nell’assetto societario del gruppo cinese Geely, sussistono ancora elementi di indeterminatezza. L’azienda ha affermato che l’accordo vincolante è stato siglato, ma non ancora gli accordi commerciali. Questo sta determinando una situazione ancora di incertezza e, soprattutto, di nebulosità rispetto al piano industriale. Su questo elemento è necessario che il Governo agisca il proprio ruolo nei confronti della proprietà a fronte della scelta che ha compiuto nei mesi scorsi per quanto riguarda il cambio degli assetti societari».

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