«Sappiamo di dover accelerare il rinnovo dei mezzi pubblici, soprattutto degli autobus che circolano per le strade delle nostre città. Nel decreto legge Infrastrutture e Trasporti abbiamo previsto il phasing out dei mezzi più inquinanti e nel Piano nazionale di ripresa e resilienza abbiamo un fortissimo investimento in senso ecologico che coinvolge proprio i bus: non finanzieremo più gli autobus alimentati a diesel». Parole del ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini, arrivate nella mattinata di oggi (mercoledì 17 novembre, ndr) in occasione del suo intervento a margine della presentazione del diciottesimo rapporto Audiomob sulla mobilità degli italiani al Cnel.

Il titolare del Mims, dunque, ha aggiunto: «Abbiamo davanti una finestra di opportunità di dodici mesi, in cui non solo influire sulla domanda di mobilità, ma anche accelerare sulla regole per far sì che quando, speriamo il prima possibile, tutti usciremo da questo stato di emergenza, la scelta del mezzo pubblico sia fatta anche perché i mezzi pubblici nel frattempo siano migliorati».

Una mobilità che paga però scelte ancora molto volatili, sottolinea sempre il Giovannini, che chiosa così: «La vera domanda è se nel 2022 ci sarà una domanda diversa di mobilità, anche a causa dello smart working che va verso il consolidamento».

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