Cari conducenti di autobus, nelle moderne città la gestione del traffico è una sfida complessa, soprattutto per voi, che oltre a garantire la sicurezza dei passeggeri dovete rispettare rigidi orari. Tra le innovazioni più interessanti in questo campo troviamo i semafori intelligenti, capaci di ottimizzare i flussi di traffico, e i sistemi semaforici con countdown, ancora poco diffusi ma potenzialmente utili per migliorare la fluidità della circolazione.

Investire nelle infrastrutture è un tema spesso dibattuto, ma rischia di rimanere solo un argomento teorico se non si dà voce a chi vive quotidianamente le criticità della mobilità urbana: gli autisti.
Per questo motivo, è fondamentale ascoltare le loro esperienze e considerare soluzioni che possano migliorare non solo l’efficienza del trasporto su bus, ma anche le condizioni di lavoro di chi, ogni giorno, affronta il traffico cittadino.

Semafori e countdown

Utile, ma anche una tutela in più per evitare che la luce gialla si proietti all’improvviso nei nostri occhi. Sapere quanti secondi mancano al verde o al rosso aiuta gli autisti a regolare la velocità con maggiore precisione, evitando frenate brusche (e rischi di multe) o ripartenze improvvise. Un aspetto essenziale per garantire un viaggio più confortevole e ridurre l’usura dei freni e i costi di carburante.

I semafori con countdown offrono maggiore prevedibilità, permettendo di gestire meglio i tempi di percorrenza senza dover prendere decisioni impulsive, riducendo così ansia e stress.

Un sistema ben progettato potrebbe favorire i bus e i veicoli di pubblica utilità, garantendo il segnale verde al passaggio di un autobus e migliorando la fluidità del servizio o del noleggio.

Sicurezza migliorata

Uno studio della Transportation Research Board (USA) ha dimostrato che i semafori con countdown possono ridurre il rischio di incidenti, poiché i conducenti hanno informazioni chiare e possono prepararsi in anticipo ai cambi di segnale. Tuttavia, alcuni studi, come quello della Texas A&M University, evidenziano che, in alcuni casi, potrebbero invece incentivare manovre rischiose, come accelerazioni improvvise per evitare il rosso.

In diverse città italiane, tra cui Milano, Monza, Roma, Firenze e Napoli, sono stati sperimentati semafori con countdown, soprattutto per i pedoni. Per i veicoli, invece, il loro utilizzo è più limitato per evitare comportamenti pericolosi.

Quanto costano le frenate?

Il costo della manutenzione dei freni negli autobus è una delle spese più rilevanti per le aziende del settore, con cifre che possono raggiungere milioni di euro all’anno, a seconda della dimensione della flotta e delle condizioni operative.

Secondo studi di APTA (American Public Transportation Association) e rapporti di operatori europei come RATP Parigi, il costo medio per la sostituzione di pastiglie e dischi dei freni varia tra 1.500 € e 5.000€ all’anno per veicolo. Ma andiamo nello specifico: le aziende di trasporto con 500-1.000 autobus possono spendere oltre 1,5 milioni di euro all’anno solo per la manutenzione dei freni.

A influenzare queste spese, i dati a disposizione riportano quattro fattori principali:
il traffico intenso (più frenate, maggiore consumo); lo stile di guida dell’autista (le frenate brusche accelerano l’usura fino al 40% (fonte: Transport Research Laboratory – TRL UK; la tipologia di freni (i freni a disco, pur più efficienti, si consumano più velocemente rispetto a quelli a tamburo), e infine la tecnologia di recupero energetico (i bus ibridi ed elettrici riducono l’uso dei freni meccanici fino al 70%) (fonte: Volvo Buses)

Anche sui costi del combustibile vale la pena aggiungere che, sull’ipotetico bacino di 500 autobus (fonte neuralworld-Mimit.gov), si spende mediamente più di 15 milioni di euro annui come prezzo pieno e senza calcolare gli sconti sulle accise attualmente non previste per il noleggio privato.

Formazione, tecnologia e investimenti

La formazione per l’ottimizzazione e la sostenibilità (ambientale ed economica) degli autisti – sia nel trasporto passeggeri che commerciale –, è già da anni un tema centrale nei corsi di aggiornamento. Tuttavia, oltre all’impegno economico delle aziende e delle società di trasporto, anche le amministrazioni pubbliche dovrebbero investire maggiormente in nuove tecnologie, mirate a ridurre i consumi e migliorare il benessere degli operatori e dell’intero sistema di mobilità, e dei propri cittadini.

di Cristian Guidi

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