Secondo ANAV mancano (almeno) 800 milioni di euro all’anno per il Fondo Nazionale Trasporti
“Servono risorse adeguate: al Fondo nazionale trasporti mancano 800 milioni annui”, così Nicola Biscotti, presidente ANAV (ancora per qualche settimana, prima del passaggio del testimone a Serena Lancione) in occasione del convegno ““Oltre il PNRR: nuove strategie per il trasporto pubblico locale tra investimenti, decarbonizzazione e innovazione” a Next Mobility Exhibition. «Per traguardare il futuro […]

“Servono risorse adeguate: al Fondo nazionale trasporti mancano 800 milioni annui”, così Nicola Biscotti, presidente ANAV (ancora per qualche settimana, prima del passaggio del testimone a Serena Lancione) in occasione del convegno ““Oltre il PNRR: nuove strategie per il trasporto pubblico locale tra investimenti, decarbonizzazione e innovazione” a Next Mobility Exhibition.
«Per traguardare il futuro del Tpl nel nostro Paese occorre sciogliere i nodi del presente, partendo dal tema dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi che si vuole dare ai cittadini e dalle risorse occorrenti per finanziarli», ha aggiunto Biscotti
Il Pnrr, ha segnalato Biscotti, ha finanziato gli investimenti in rinnovo del materiale rotabile e nelle infrastrutture, ma i finanziamenti di parte corrente sono rimasti fermi ed il Fondo nazionale Trasporti sconta un mancato adeguamento inflattivo per oltre 800 milioni di euro annui. Per innescare lo shift modale e traguardare lo sfidante obiettivo del 10%, occorre offrire un servizio competitivo in termini di frequenza, capillarità, tempi di percorrenza, altrimenti le nuove infrastrutture e gli autobus di ultima generazione su cui si sta investendo non potrebbero essere sfruttati in pieno. L’incremento della domanda e dei ricavi da traffico è una componente del sentiero di crescita e industrializzazione del settore ma richiede di essere stimolato e accompagnato da un adeguamento dei corrispettivi e, quindi, della spesa corrente destinata al settore.
«Oggi, invece – conclude Biscotti –, aspettiamo ancora un segnale di attenzione delle Istituzioni sulla questione del caro carburanti, a fronte del quale nessuna misura di sostegno è stata varata per il trasporto pubblico, a differenza degli altri settori che utilizzano il gasolio commerciale, e dobbiamo rinnovare la richiesta di dare seguito concreto agli impegni assunti dal Governo di garantire l’integrale copertura del rinnovo del CCNL autoferrotranvieri 2024-2026 attraverso un provvedimento di urgenza che ci era sato promesso entro aprile».
Il nodo delle autolinee
Il trasporto di linea con autobus su medie e lunghe distanze è in forte espansione e ha consolidato la sua posizione sul mercato, anche nell’ambito della mobilità turistica, ma mancano infrastrutture adeguate e l’intermodalità resta ancora un miraggio. Questa la sintesi del convegno presentato da ANAV, l’Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del settore, a NME.
«A giusta ragione possiamo parlare di crescita esponenziale per il mercato delle linee di competenza statale. In questo senso il confronto con i dati dell’indagine condotta nel 2014 dal Politecnico di Milano è eloquente. Il settore – evidenzia con soddisfazione Nicola Biscotti, Presidente di ANAV – ha più che raddoppiato la produzione chilometrica, passando dagli 88 milioni di km del 2013 agli oltre 200 milioni del 2025, grazie anche all’attivazione di nuove relazioni di traffico da e verso le principali mete turistiche nazionali. Oggi possiamo dire che la rete di collegamenti, con circa 300 linee autorizzate su tutte le direttrici di traffico e quasi 230mila km di percorso ha ormai raggiunto l’intero territorio nazionale, garantendo servizi anche in quellearee, soprattutto del centro nord, che fino a qualche anno fa ne erano completamente sprovviste».
«Si tratta di dati significativi che danno conto della rilevanza del settore nel sistema di mobilità collettiva e turistica del Paese e che – prosegue Biscotti – assumono rilievo ancora maggiore se sommati ai circa 85 milioni di chilometri delle linee internazionali che, con oltre 310 linee autorizzate, attualmente collegano circa 20 paesi UE ed extra-UE. Parliamo di un settore di primaria importanza nel quale oggi operano circa 180 imprese che, con 4.500 addetti, 2.000 autobus e 300 milioni di km prodotti, assicurano un fatturato annuo di oltre 550 milioni di euro».
«Il mercato non è ancora saturo, ha la vitalità necessaria per assorbire ulteriori quote di mobilità e accrescere la capillarità dei servizi turistici anche verso mete meno note, ma – sottolinea ancora Biscotti –un dato colpisce in negativo ed è quello della carenza di infrastrutture adeguate in grado sostenere lo sviluppo del settore. In Italia le autostazioni con stalli dedicati ai servizi di linea a media e lunga percorrenza sono solo 34, alcune mancano di servizi essenziali per i passeggeri e solo 9 sono quelle designate per l’assistenza ai passeggeri disabili. Siamo in forte ritardo rispetto agli altri Paesi europei, in alcune zone di Italia le autostazioni mancano del tutto, mentre, ad esempio, in Romania sono 87 le sole autostazioni designate. Un gap che va assolutamente colmato perché è del tutto evidente come un sistema di trasporto finalizzato anche alla mobilità turistica, per quanto articolato, sia del tutto inadeguato in mancanza di idonee infrastrutture dedicate».
Il Presidente Biscotti richiama l’attenzione sul tema dell’intermodalità. «È un fattore di assoluta rilevanza, necessario per ottimizzare i tempi degli spostamenti, garantire fluidità e comfort del trasporto passeggeri in ambito nazionale. In questo senso è di esempio la lodevole iniziativa di Aeroporti di Roma per la creazione di un hub intermodale dedicato agli autobus adiacente all’aerostazione di Fiumicino. In Italia, secondo le nostre stime, mancano almeno 30 autostazioni. Chiediamo attenzione per il settore e risorse adeguate per almeno 300 mln € per la realizzazione di nuovi hub dotati di servizi idonei, anche in termini di accessibilità, in grado di garantire efficienza e qualità dell’offerta trasportistica».








