A metà dicembre Anav e Asstra hanno diramato una lettera congiunta invocando una “indispensabile deroga per garantire il servizio tpl con autobus Euro 2. Un appello per non perdere circa 70 milioni di chilometri l’anno, pari al 4,5% dell’offerta annua di trasporto pubblico, con alcune Regioni che potrebbero subire riduzioni fino al 10% a causa della percentuale più alta di autobus Euro 2 in circolazione.

Ecco, in Veneto circolano 146 bus Euro 2 e tra una manciata di giorni non potranno più circolare per le strade della regione “locomotiva” d’Italia: per questi mezzi l’orizzonte è la rottamazione. Tra un anno, al primo gennaio 2025 anche gli Euro 3 non potranno più circolare: una prospettiva che vedrebbe il Veneto perdere circa 1.000 veicoli. Una prospettiva che, nonostante l’iter per ammodernare il parco macchine stia andando avanti, vedrebbe i cittadini rimanere a piedi, a causa di un inevitabile taglio delle corse.

Per questa ragione l’assessore ai Trasporti Elisa De Berti, come riportato dal Corriere del Veneto, ha dichiarato: «Oggi il mercato non ha autobus per tutti. Ci sono leggi che purtroppo vengono fatte senza avere cognizione della situazione a livello pratico. I tempi non ci sono». Alla De Berti ha fatto eco il presidente di Confservizi Veneto Massimo Bettarello: «Continuare a lavorare inseguendo le proroghe non può andare bene. Siamo nel pieno di una tempesta perfetta, iniziata con la finanziaria 2010, quando il governo tagliò del 12% il fondo nazionale trasporti. Per il solo Veneto significa 30 milioni all’anno, da 280 a 250 milioni. Le aziende sono già stremate. Asstra e Anav stanno già chiedendo una proroga, altrimenti in diverse aree i problemi potrebbero essere concreti, facendo saltare delle tratte. Chiediamo che almeno possano rimanere operativi quelli per i quali è già previsto un ordine di sostituzione, e in Veneto vale per la gran parte dei mezzi. Questo ci farebbe arrivare al 2025, quando però si porrà il tema degli Euro 3».

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