Serena Lancione potrebbe presto assumere il ruolo di nuovo amministratore delegato di Gtt. L’indiscrezione, tutt’altro che nuova agli addetti ai lavori, è stata rilanciata dal media “Lo spiffero” (e data per certa da La Stampa). Pare che Lancione sia stata convocata il 29/6 per il primo cda. Attualmente la donna, classe 1978, è alla guida di Bus Company e ricopre la carica di presidente di Anav Piemonte.

Serena Lancione prossimo amministratore delegato Gtt?

La nomina di Lancione ai vertici della municipalizzata torinese dovrebbe avvenire dopo l’approvazione del bilancio da parte dell’attuale consiglio composto dal presidente Paolo Golzio e dall’ad Giovanni Foti. Board il cui incarico è appunto in scadenza.

Sempre secondo Lo Spiffero “Il sindaco Stefano Lo Russo aveva pensato a lei quale city manager, prima che una serie di incomprensioni (e la capo di gabinetto Valentina Campana) scombinassero i piani. E in uno di questi colloqui sarebbe stato coinvolto anche Enrico Galleano, erede della famiglia padrona di Bus Company”. Lancione siede anche nei consigli d’amministrazione di Grandabus, Smat ed Extra.To. L’incarico da presidente vede in ‘pole’ Antonio Fenoglio, patron di Cavourese, azienda privata di trasporto, che recentemente ha ceduto la quota di maggioranza alla lombarda Autoguidovie

Intervistata da Autobusweb in occasione del suo battesimo pubblico ai vertici di Anav Piemonte nel luglio 2021 (nove mesi dopo l’effettivo insediamento), Serena Lancione aveva dichiarato: «Il PNRR rappresenta un’occasione per il rilancio. Abbiamo la possibilità di rinnovare il parco macchine, con risorse aggiuntive a quelle del Piano nazionale strategico della mobilità sostenibile. Ciò consentirà non solo lo svecchiamento del parco, ma anche la scelta della tipologia di alimentazione migliore per la tipologia di servizio di cui parliamo. Non c’è la soluzione, ne esistono tante, a seconda del contesto. A questo riguardo, tra i segnali che vogliamo dare c’è quello della filiera. Il rapporto non è più solo tra clienti e fornitori, dobbiamo per forza lavorare nell’ottica della filiera, lavorando sia con cui produce le macchine che con cui fornisce l’energia».

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