Gli Special Olympics World Winter Games 2025, svoltisi tra Torino, Sestriere, Bardonecchia e Pragelato, hanno mostrato il volto migliore dello sport inclusivo e della capacità organizzativa del territorio. Per muovere atleti, staff e pubblico sono stati mobilitati pullman turistici e navette provenienti da diverse regioni italiane. Un’operazione imponente, che per molti vettori ha rappresentato un’occasione di lavoro. Ma alcune testimonianze raccolte evidenziano anche criticità poco raccontate, che ricadono soprattutto sugli autisti.

Neve, gelo e mezzi non preparati

Secondo una fonte confidenziale, numerosi mezzi impiegati non erano adeguatamente attrezzati per operare in alta quota. Il gelo notturno avrebbe causato blocchi del carburante, batterie in affanno, avaria ai sistemi e problemi nell’avviamento. Alcuni conducenti più esperti avrebbero dovuto ricorrere a soluzioni d’emergenza, come addittivare il gasolio, o gestire catene da neve mai utilizzate prima da colleghi provenienti da regioni dove la neve è rara. Sono aspetti che non emergono nei prospetti economici, ma che incidono direttamente sul lavoro e sulla sicurezza operativa.

Compensi compressi e straordinari poco trasparenti

La stessa fonte segnala che, pur trattandosi di servizi con un margine economico rilevante per i vettori, i compensi destinati agli autisti sarebbero risultati spesso ridotti. In alcuni casi gli straordinari sarebbero stati riconosciuti tramite voci non contributive o con importi giudicati non adeguati. C’è poi la questione degli alloggi. Alcuni conducenti raccontano di aver scoperto solo all’arrivo di dover dormire in sistemazioni collettive e molto spartane, descritte come una sorta di “casermone”, con scarsa privacy e senza la possibilità di integrare il guadagno con piccoli extra (vendite a bordo, mance). Una condizione che avrebbe spinto più di un autista a interrompere l’ingaggio dopo pochi giorni. Il problema è che, di fronte a queste condizioni, c’è sempre qualcuno disposto a dire di sì.

Un settore che fatica a trattenere personale

Il caso dei Winter Games non è isolato. Il trasporto su gomma italiano vive da anni una carenza strutturale di conducenti e questo squilibrio rischia di favorire condizioni poco tutelate, alimentando dimissioni rapide e un ulteriore indebolimento dell’immagine della professione.

Non è corretto generalizzare, infatti, in Italia esistono molti vettori che operano con professionalità e con grande attenzione verso i propri autisti. Per fortuna sono realtà solide e riconoscibili. Tuttavia, accanto alle eccellenze, persistono zone d’ombra che meritano di essere portate alla luce, come promesse poco chiare (e scritte), organizzazioni affrettate e mezzi non sempre adeguati alle condizioni operative. Tutti elementi che fanno parte, troppo spesso, dell’avventura quotidiana del conducente.

Questo spaccato, ricostruito attraverso testimonianze raccolte, non ha la pretesa di rappresentare l’intero sistema. Vuole però ricordare che dietro ogni grande evento ci sono centinaia di conducenti che garantiscono continuità, sicurezza e puntualità. La loro tutela non può essere una variabile dipendente dal margine economico, ma un requisito fondamentale per la qualità del servizio e per l’immagine stessa del settore.

di Gianluca Celentano

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