Nella transizione ecologica per la mobilità in Italia è boom per i mezzi leggeri e l’elettrico, ma il nostro Paese resta indietro nel trasporto pubblico locale sul passaggio verso le “emissioni zero”. Ad affermarlo è il nuovo rapporto “Città MEZ 2021” di Legambiente e Motus-E, dedicato alle abitudini dei cittadini e alla trasformazione del mercato della mobilità elettrica e del tpl nella fase post-Covid.

Stando a quanto fotografato dal report, il 2021 è stato l’anno dell’impennata dell’elettrico nei mezzi leggeri come scooter, ciclomotori, ma soprattutto i mezzi non targati: almeno un milione e mezzo di cicli elettrici a giugno 2021, di cui oltre 1,2 milioni di e-bike, aumentate di 450mila dal 2019 e moltissimi monopattini.

Mobilità elettrica, il ritardo italiano nel tpl

Per quanto riguarda il Tpl elettrico, citando il report, «l’Italia è davvero molto indietro, anche se siamo uno tra i principali acquirenti di autobus in Europa, visto che il Belpaese, insieme a Polonia, Germania, Regno Unito, Spagna e Francia, acquistano circa il 70% dei bus urbani europei; la loro mancata conversione a una mobilità più sostenibile rallenta in modo significativo la diffusione di bus a emissioni zero, con un impatto altissimo per l’ambiente».

Inoltre «pur avendo stanziato importanti risorse per il ricambio della flotta con il Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile, solo il 5,4% delle immatricolazioni nel 2019 era elettrico, mentre in Europa nel triennio 2018-2020 il numero di ordini è triplicato e in Germania l’80% degli investimenti sui mezzi pubblici è stato dedicato a mezzi elettrici a batteria», si legge ancora. Con il risultato che oggi siamo soltanto allo 0,6% di nuovi autobus a zero emissioni, anche se la nuova direttiva “Veicoli puliti”, impone che almeno il 22,5% dei nuovi autobus acquistati siano a zero emissioni fino al 2025 e almeno il 32,5% al 2030. Tra le città analizzate, Torino e Milano prevedono un trasporto pubblico locale a emissioni zero entro il 2030: staremo a vedere!

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