La Procura indipendente dell’Unione europea (EPPO) ha avviato un’indagine su una presunta frode su larga scala riguardante i fondi europei e nazionali destinati al trasporto pubblico in Lussemburgo.

Secondo l’EPPO, la polizia giudiziaria lussemburghese ha effettuato diverse perquisizioni nelle sedi di importanti compagnie di autobus, dell’amministrazione nazionale dei trasporti pubblici e nella residenza di un ex alto funzionario.

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Sospetti di frode nel trasporto pubblico in Lussemburgo

L’indagine riguarda presunte irregolarità nell’impiego di autobus elettrici, per i quali gli operatori avrebbero ottenuto pagamenti maggiori, mentre in realtà venivano utilizzati veicoli diesel o ibridi, frodando potenzialmente fino a 12 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) dal 2022 al 2023 e fino a 11 milioni di euro del bilancio nazionale nel 2024.

“Si ritiene che diversi operatori di trasporto pubblico abbiano sistematicamente fatturato servizi come se fossero stati effettuati con autobus elettrici, mentre in realtà una parte significativa di questi servizi è stata presumibilmente effettuata con veicoli diesel o ibridi – si legge nella nota stampa diffusa dall’EPPO -. Questa pratica ha permesso agli operatori di beneficiare di un tasso di remunerazione più elevato riservato ai servizi a emissioni zero. Di conseguenza, non sono stati applicati nemmeno i coefficienti correttivi richiesti per il mancato rispetto degli obblighi di elettrificazione, con conseguente sovrafatturazione nel periodo tra il 2022 e il 2024″.

La Federazione lussemburghese degli operatori di autobus e pullman (FLEAA) ha risposto alla stampa che i suoi membri “non hanno mai beneficiato dei sussidi dell’Unione Europea al centro della questione”.

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