di Gianluca Celentano (conducente bus)

Non è necessario vivere a Roma per avere l’opportunità di incontrare personaggi famosi: chi viaggia per l’Italia, come gli autisti di autobus, lo sa bene. Dopo anni passati al volante, ho avuto il privilegio di incrociare numerosi volti noti, in incontri brevi che spesso si interrompevano appena scattava il verde del semaforo. Ecco alcuni dei momenti che ricordo con maggiormente.

Negli anni ‘90, mentre lavoravo nel trasporto pubblico milanese, ho avuto il piacere di incontrare diversi sindaci di diverse amministrazioni, come Formentini, Albertini, Moratti e persino il simpatico Tognoli, che ricordo bene mentre era a bordo di una Fiat 500 blu in corso Monforte.

Tra i volti che non dimenticherò, c’è anche l’attuale Presidente del Senato, Ignazio La Russa. L’ho avvistato più volte, tra cui una volta alla guida di una storica Fiat 500. Ho avuto modo di conoscerlo meglio in altre occasioni, persino a Roma durante il mio servizio militare. È una persona vivace e molto comunicativa.

Con il passare degli anni e dopo migliaia di chilometri percorsi, gli incontri memorabili si accumulano. Ricordo ancora, in Piazza Tricolore, durante una fermata della linea 54, quando incrociai Renato Pozzetto. Era in sella al suo scooter, fermo a parlare al telefono, con lo sguardo che vagava, attratto da qualche bella signora. Era negli anni ’90, e vale la pena ricordare che Pozzetto, oltre al suo inconfondibile stile, è anche un appassionato collezionista di automobili.

In via Larga, a un incrocio particolarmente affollato, ho avvistato Enrico Mentana, concentrato nell’attraversare la strada a piedi. Un giorno, alla fermata di via Durini, Pippo Baudo è passato a filo del mio specchietto destro. Con occhiali scuri e una classe inconfondibile, mi ha sorpreso la sua altezza, arrivando quasi a metà dello specchio del mio CityClass. Pochi anni dopo, nello stesso luogo, ho incrociato Fabio Fazio.

Durante il periodo di “Mani Pulite”, le linee che transitavano vicino al tribunale erano spesso frequentate da figure come il dottor Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e Francesco Saverio Borrelli. All’inizio della mia carriera nel trasporto pubblico, credo di aver persino avuto il generale Mori dei carabinieri a bordo della linea 61. Insomma, un tempo, gli autobus erano davvero il mezzo di trasporto di tutti.

In piazza San Babila, ho incrociato due noti personaggi dello spettacolo: la prima era Lory Del Santo, riconosciuta nonostante gli occhiali da sole, anche da una mia passeggera. Il secondo incontro, forse il più emozionante in termini di celebrità, è stato con Sylvester Stallone. Anche lui con occhiali da sole, camminava accompagnato da una ragazza orientale.

Infine, un collega, Matteo, mi ha raccontato di aver visto anni fa in viale Liegi l’ex Presidente del Consiglio Mario Draghi intento a controllare le condizioni di un automobilista dopo un piccolo tamponamento tra un’auto della scorta e un veicolo terzo.

Nonostante questi incontri affascinanti, l’autista deve sempre mantenere un comportamento professionale e non lasciarsi influenzare dai personaggi famosi che incrocia. È affascinante osservare come questi volti noti si comportano lontani dai riflettori, rivelando forse un lato di sé diverso da quello conosciuto attraverso i mass media.

Fare l’autista ti apre un mondo di esperienze e opportunità, e ogni incontro, grande o piccolo, contribuisce a rendere questo lavoro un’avventura unica.

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