“Mancano 830 milioni di euro all’anno al tpl italiano”, dice uno studio della Sapienza
Secondo il rapporto redatto dall’UniversitĆ di Roma Sapienza, curato dal professor Giorgio Matteucci, e dal titolo “L’adeguatezza delle risorse per il finanziamento del trasporto pubblico locale: il contesto e le proposte”, mancano 830 milioni di euro all’anno per garantire in Italia un trasporto pubblico locale adeguato. Lo studio ĆØ stato presentato quest’oggi (giovedƬ 26 giugno, […]
Secondo il rapporto redatto dall’UniversitĆ di Roma Sapienza, curato dal professor Giorgio Matteucci, e dal titolo “L’adeguatezza delle risorse per il finanziamento del trasporto pubblico locale: il contesto e le proposte”, mancano 830 milioni di euro all’anno per garantire in Italia un trasporto pubblico locale adeguato.
Lo studio ĆØ stato presentato quest’oggi (giovedƬ 26 giugno, ndr) a Roma, in occasione del Convegno Nazionale Anav. La ricerca, frutto di unāapprofondita analisi tecnica ed economica, ha valutato in 10,59 miliardi di euro il fabbisogno annuo del Fondo nazionale trasporti necessario per finanziare in modo adeguato lāofferta attuale di servizi di trasporto pubblico locale nelle Regioni a Statuto Ordinario. Una cifra ben superiore ai 9,76 miliardi attualmente disponibili, con un fabbisogno annuo che si attesta intorno a 830 milioni di euro.
I fabbisogni del tpl italiano
Il cuore del rapporto ĆØ la determinazione dei fabbisogni standard di trasporto pubblico locale, calcolati come prodotto tra i Livelli Adeguati di Servizio (LAS) e i Costi Standard aggiornati. I LAS, come noto, rappresentano la quantitĆ di servizi di tpl da erogare ā autobus, treni, metropolitane e tram ā dimensionati in base alla domanda esistente e potenziale. Lāobiettivo dei LAS ĆØ garantire servizi accessibili e universali, attraverso una programmazione più efficiente del servizio di trasporto pubblico locale da parte degli enti competenti.
Tra le strategie considerate nel rapporto dellāUniversitĆ Sapienza figurano: il miglioramento degli attuali coefficienti medi di riempimento dei mezzi; il trasferimento modale dai servizi ferroviari agli autobus in tutti quei casi in cui il numero dei passeggeri non ĆØ superiore a 25 o 50, a seconda della dimensione dei treni e in coerenza con i flussi di domanda; lāattivazione di servizi a chiamata per le aree meno densamente popolate; lāaggregazione degli spostamenti tra comuni limitrofi e la promozione del passaggio dal mezzo privato al trasporto pubblico.
Secondo i ricercatori, una più razionale pianificazione dei servizi da parte degli enti preposti, sulla base dei criteri indicati nel rapporto, potrebbe favorire uno shift modale del 5% della domanda dal trasporto privato al mezzo pubblico, aumentando la redditivitĆ dei servizi, riducendo lāimpegno di risorse pubbliche e quindi contenendo il fabbisogno annuo di settore a 680 milioni di euro.
La posizione di Anav
Ā«Questo rapporto dellāUniversitĆ Sapienza offre una base scientifica solida per la quantificazione del fabbisogno finanziario del settore e conferma che le attuali risorse del Fondo nazionale trasporti non sono sufficienti a garantire un TPL adeguato, equo ed efficiente ā ha commentato il Presidente Anav, Nicola Biscotti ā in un contesto che si accinge a completare, non senza preoccupazioni, il processo di riforma di fiscalizzazione del Fondo nazionale trasporti, in programma entro il 2027. Ć necessario colmare lāattuale gap economico che affligge il settore e tenere conto dei fabbisogni reali del tpl nel suo complesso e delle potenzialitĆ del comparto del trasporto con autobus. In questo senso, Anav e le sue aziende associate sono pronte a fare la loro parte, come sempre, con spirito costruttivo e visione industrialeĀ».

